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L’accecante certezza morale

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Attenzione a non trasformare una causa giusta in "un brand dogmatico e coercitivo". È il succo della lettera aperta di scrittori e intellettuali di peso (Rowling, Chomsky, Rushdie, Buruma e molti altri) a proposito di Black Lives Matter. Il rischio - dicono i firmatari - è soffocare un dibattito necessario e complesso, quello sul razzismo, per via di una "accecante certezza morale", scatenando vere e proprie cacce alle streghe.

Il documento (molto condivisibile) ricorda da vicino quello sottoscritto a suo tempo da centinaia di donne francesi a proposito di #MeToo. Dissero che combattere discriminazione, molestie, violenze, è sacrosanto; ma non deve generare una neo-sessuofobia che in ogni gesto di seduzione vede volontà di sopraffazione. C'era una vena anti-puritana molto europea, in quel documento. Aleggia, oggi, anche in questa lettera aperta. Si sa che una rivoluzione non è un pranzo di gala (lo disse Mao, che comunque non…
Attenzione a non trasformare una causa giusta in "un brand dogmatico e coercitivo". È il succo della lettera aperta di scrittori e intellettuali di peso (Rowling, Chomsky, Rushdie, Buruma e molti altri) a proposito di Black Lives Matter. Il rischio - dicono i firmatari - è soffocare un dibattito necessario e complesso, quello sul razzismo, per via di una "accecante certezza morale", scatenando vere e proprie cacce alle streghe.

Il documento (molto condivisibile) ricorda da vicino quello sottoscritto a suo tempo da centinaia di donne francesi a proposito di #MeToo. Dissero che combattere discriminazione, molestie, violenze, è sacrosanto; ma non deve generare una neo-sessuofobia che in ogni gesto di seduzione vede volontà di sopraffazione. C'era una vena anti-puritana molto europea, in quel documento. Aleggia, oggi, anche in questa lettera aperta. Si sa che una rivoluzione non è un pranzo di gala (lo disse Mao, che comunque non metterei tra i miei autori di riferimento).

Ed è fisiologico che ogni rivoluzione porti con sé, oltre alle bandiere al vento e alle speranze di riscatto, anche bordate d'odio e di fanatismo, così che vittime incolpevoli finiscono nella stessa graticola dei veri oppressori detronizzati.

Ma se si riesce almeno a ridurre il danno, è meglio. Sia per le vittime incolpevoli, sia per la causa della rivoluzione, che diventando Verità ci mette molto poco a diventare una nuova, detestabile forma di dogma e di persecuzione. A desiderare che le rivoluzioni non si compiano ci sono già i reazionari. Se ci si aggiungono anche i rivoluzionari, tutto è destinato a rimanere uguale a prima.