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Il presidente Donald Trump con la Moglie Melania durante la Convention repubblicana (agf)

Outlook | Il mistero dell’economia che aiuta Trump

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Questo è il numero di mercoledì 26 agosto 2020 della newsletter Outlook, firmata da Federico Rampini. L’iscrizione è inclusa nell'abbonamento a Rep: Per attivare l’iscrizione e scoprire tutte le newsletter di Repubblica clicca qui
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Da quando esistono le statistiche sul commercio globale, mai si era verificata una simile caduta: gli scambi tra le nazioni si sono ridotti del 12,5% nel secondo trimestre, secondo la misurazione del CPB World Trade Monitor. Quel che è successo dopo riflette la diversa cronologia della ripresa di attività: nel terzo trimestre la Cina ha già visto risalire le sue esportazioni del 2,4% (erano scese del 7,7% da aprile a giugno) mentre quelle americane sono cadute del 25% e quelle europee del 19%.

Nelle stesse ore in cui American Airlines annunciava 19.000 licenziamenti, Virgin Atlantic avviava la procedura di fallimento presso un tribunale di Londra, e la Cina bloccava i voli Etihad da Abu Dhabi a Shanghai dopo che alcuni passeggeri erano risultati positivi. Tanti segnali come questi si susseguono, indicano che la sofferenza del trasporto aereo sarà molto lunga, e lascerà dietro di sé un’ecatombe di aziende e posti di lavoro. La crisi del …
Da quando esistono le statistiche sul commercio globale, mai si era verificata una simile caduta: gli scambi tra le nazioni si sono ridotti del 12,5% nel secondo trimestre, secondo la misurazione del CPB World Trade Monitor. Quel che è successo dopo riflette la diversa cronologia della ripresa di attività: nel terzo trimestre la Cina ha già visto risalire le sue esportazioni del 2,4% (erano scese del 7,7% da aprile a giugno) mentre quelle americane sono cadute del 25% e quelle europee del 19%.

Nelle stesse ore in cui American Airlines annunciava 19.000 licenziamenti, Virgin Atlantic avviava la procedura di fallimento presso un tribunale di Londra, e la Cina bloccava i voli Etihad da Abu Dhabi a Shanghai dopo che alcuni passeggeri erano risultati positivi. Tanti segnali come questi si susseguono, indicano che la sofferenza del trasporto aereo sarà molto lunga, e lascerà dietro di sé un’ecatombe di aziende e posti di lavoro. La crisi del settore aereo americano è una delle ragioni per cui Trump preme per ottenere nuove manovre di aiuti pubblici alle imprese. Tanto più che alcuni licenziamenti – è il caso di American Airlines – sono una bomba a orologeria, cioè vengono preannunciati per il mese di ottobre quando verranno a estinguersi gli aiuti precedenti varati dal Congresso. E quando di conseguenza potrebbe esserci la ricaduta nella recessione. Intanto stanno per partire i nuovi “assegni Trump ai disoccupati”: 300 dollari settimanali a testa, a cui gli Stati dovrebbero aggiungerne altri 100. Trump ha fatto acrobazie per reperire questi fondi dirottandoli da altre voci di bilancio: ma è l’unico a muoversi mentre il Congresso è paralizzato dalla mancanza d’intesa tra democratici e repubblicani. Gli “assegni Trump” sono piccoli e durano poco, rispetto alle provvidenze dei mesi passati; ma l’incapacità del Congresso di varare nuovi aiuti ai disoccupati è una macchia grave anche per i democratici.

STATI UNITI
Il 13 settembre si avvicina a grandi passi: è la data d’inizio della New York Fashion Week, la settimana della moda che negli anni scorsi tentava di fare concorrenza a Milano e Parigi. Questa volta sarà fin troppo “esclusiva”. Il governatore Andrew Cuomo ha stabilito che si terrà ma ha precisato le regole: zero spettatori alle sfilate dentro locali chiusi; un massimo di 50 spettatori per le sfilate all’aperto (con tettoia s’intende: settembre nella mia città è foriero di acquazzoni se non uragani). Maschere obbligatorie, così come la misurazione della temperatura corporea, per il ridottissimo personale autorizzato. Tutta l’eccitazione della mondanità, le scene genere “Il diavolo veste Prada”, sono un ricordo del passato. Se non altro eviteremo gli ingorghi e la penuria di taxi, ma questa è davvero una magra consolazione.

Le prime scuole a riaprire negli Stati Uniti hanno avuto una brutta sorpresa l’altroieri, lunedì mattina: un blackout di Zoom, la più popolare tra le piattaforme digitali per videoconferenze e corsi online. Il rischio sarà maggiore dopo Labor Day (7 settembre) quando riapriranno virtualmente la maggior parte degli istituti scolastici. Zoom ha rimediato in poche ore, però la vera sorpresa è un’altra: che l’intera infrastruttura digitale non abbia subito collassi ben peggiori nei mesi del primo lockdown, quando l’utenza ha fatto un balzo di molte centinaia di milioni nel mondo intero. Il disastro che non è avvenuto – come il cane che non abbaiò di Sherlock Holmes – dovrebbe essere studiato nelle Business School per decenni a venire: la resilienza di Internet deve insegnare qualcosa a tanti altri settori dell’economia che sono arrivati impreparati a questa crisi.

E a proposito di Old Economy in crisi, è altamente simbolica l’espulsione di Exxon dall’indice di Borsa Dow Jones. La multinazionale petrolifera era la più antica partecipante a quell’indice, in cui entrò nel 1928 quando si chiamava Standard Oil (ed era proprietà della dinastia Rockefeller). Il declino è stato precipitoso, visto che ancora nel 2013 la Exxon era la numero uno per capitalizzazione, con un valore di 415 miliardi di dollari. Al momento della sua uscita dall’indice ne valeva solo 180, neppure un decimo della capitalizzazione di Apple. A questo punto rimane una sola compagnia petrolifera nell’indice Dow Jones, la Chevron. L’intero settore energetico che un decennio fa valeva il 12% del mercato azionario americano oggi ha un peso inferiore al 2,5%.

ASIA
Se anche l’Italia si ritira dall’elenco dei possibili acquirenti di 5G made in China, rinunciando alle infrastrutture di Huawei, si allunga l’elenco di coloro che boicottano la tecnologia cinese nella quinta generazione telecom: il fronte del no va dall’India al Canada e include molti europei. Il Canada evita di proclamarlo ad alta voce, visto che i cinesi detengono due suoi diplomatici, come rappresaglia e ricatto dopo l’arresto a Vancouver della direttrice finanziaria di Huawei.

È controverso il nuovo lockdown deciso dalla Cina: le misure di confinamento severo stavolta colpiscono lo Xinjiang, la vasta regione popolata dall’etnìa uigura di religione musulmana. Poiché gli uiguri sono da tempo vittime di abusi di ogni genere, compresi i vasti campi di “rieducazione” per estirpare l’Islam, molti ritengono che il coronavirus sia un pretesto e che questo lockdown serva a scopi extra-sanitari. La sorte dello Xinjiang ha anche dato adito a specifiche sanzioni americane.

EUROPA
La Germania non ha mai conosciuto una caduta del reddito nazionale così pesante da quando tiene le statistiche sul Pil con criteri contemporanei, cioè dal 1970. Il dato del secondo trimestre è -9,7% per il Pil tedesco. La manovra di aiuti pubblici ha compensato solo parzialmente la botta, visto che l’aumento di spese statali nel secondo trimestre è stato pari all’1,5% del Pil. La svolta che spinse Angela Merkel ad approvare il Recovery Fund per aiutare i più deboli, si spiega anche così.

CONCLUSIONE
Un tema che ci accompagnerà fino all’elezione americana è il mistero dell'economia che aiuta Trump. Malgrado la pesante recessione post-lockdown, è l'unico punto di forza, l'unico terreno su cui una maggioranza di elettori preferisce il presidente in carica a Biden. Un editoriale del Wall Street Journal oggi rilancia la questione e avanza questa tesi: nei primi tre anni del suo mandato Trump ha presieduto a una crescita eccezionale, molto più robusta e benefica di quella di Obama. Questo ha consolidato la sua immagine di businessman che sa gestire un'economia. E perciò lo rende il più credibile per tirare fuori il Paese dal disastro.