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Allo Spallanzani arriva Balto

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L'arrivo del furgone con i flaconi dei vaccini allo Spallanzani di Roma, chilometro dopo chilometro, come la fiaccola olimpica, con persone alla guida e mani sul volante, ha qualcosa di potentemente pre-virtuale, è spazio guadagnato fisicamente, è materia che viaggia, è tempo da rispettare e strada da percorrere. Fatte le debite proporzioni, di comodità e di pervietà, siamo ancora dentro il mito di Balto, il lupo-cane che portò la slitta con i farmaci salvavita, attraverso i ghiacci, fino alla cittadina sub-artica prigioniera della difterite.

Siamo talmente avvezzi (in così pochi anni!) alla smaterializzazione dei problemi, alla loro traduzione in quegli ideogrammi senza spazio e senza ostacoli che è il web, che l'intera, complicata vicenda della consegna "porta a porta" (corpo a corpo) dei vaccini, nonché della loro ibernazione fino al consumo, ci ha colti un poco di sorpresa, come se vivessimo tutti in…
L'arrivo del furgone con i flaconi dei vaccini allo Spallanzani di Roma, chilometro dopo chilometro, come la fiaccola olimpica, con persone alla guida e mani sul volante, ha qualcosa di potentemente pre-virtuale, è spazio guadagnato fisicamente, è materia che viaggia, è tempo da rispettare e strada da percorrere. Fatte le debite proporzioni, di comodità e di pervietà, siamo ancora dentro il mito di Balto, il lupo-cane che portò la slitta con i farmaci salvavita, attraverso i ghiacci, fino alla cittadina sub-artica prigioniera della difterite.

Siamo talmente avvezzi (in così pochi anni!) alla smaterializzazione dei problemi, alla loro traduzione in quegli ideogrammi senza spazio e senza ostacoli che è il web, che l'intera, complicata vicenda della consegna "porta a porta" (corpo a corpo) dei vaccini, nonché della loro ibernazione fino al consumo, ci ha colti un poco di sorpresa, come se vivessimo tutti in una specie di Amazon definitiva, che basta cliccare e il vaccino è alla tua porta. Bastava scoprirlo, poi il gioco era fatto, ecco il vaccino per tutti...

A parte che anche Amazon (per noi solamente un clic e una carta di credito) è invece roba, persone, lavoro, mani, furgoni, viaggi, pipì che urgono, paura di non farcela, insomma un pezzetto di Balto aggiornato ai giorni nostri, la continua lezione che i tempi ci ripetono è che tutto è materia, a partire da noi stessi. Tutto è ingombro, peso, volume, è quantità da trasportare e speranza da consegnare fisicamente, flacone per flacone. Quando, prima o poi, a qualcuno verrà in mente di indire la Festa della Materia, sarò in prima fila ad applaudire.