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Il destino dei gemelli divisi dal podio

Osama Zoghlami, al centro, e a destra il fratello gemello Ala
 (ansa)
Osama e Ala Zonghami, 28 anni, hanno corso nella finale dei 3000 siepi agli Europei
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Inseparabili, indivisibili e indistinguibili, Osama e Ala lo sono dall’istante in cui vennero al mondo, il 19 giugno del 1994 a Tunisi. Due gemelli identici, due gocce e due destini.

Osama e Ala Zonghlami. Pare di vederli: hanno appena due anni e la mamma Bornia li porta in Italia, lei cerca lavoro a Valderice, Trapani, Sicilia. Due calchi, due fotocopie. Non stanno mai fermi, hanno il fuoco dentro. Se la mamma si volta, loro cominciano a correre. Finché, stanca di voltarsi invano, la mamma li iscrive a una piccola società di atletica leggera. L’unica cosa leggera nella loro vita, che poi sono due.

Inseparabili sulla pista, indivisibili nell’istante in cui un allenatore glorioso, Gaspare Polizzi, capisce che da quei due ragazzi si potrà cavare qualcosa. Osama e Ala corrono spalla a spalla, nello stesso vento. Aspettano per diciassette anni, nelle medesime stanze e con identica pazienza, i documenti per la cittadinanza italiana che infine arriva…

Inseparabili, indivisibili e indistinguibili, Osama e Ala lo sono dall’istante in cui vennero al mondo, il 19 giugno del 1994 a Tunisi. Due gemelli identici, due gocce e due destini.

Osama e Ala Zonghlami. Pare di vederli: hanno appena due anni e la mamma Bornia li porta in Italia, lei cerca lavoro a Valderice, Trapani, Sicilia. Due calchi, due fotocopie. Non stanno mai fermi, hanno il fuoco dentro. Se la mamma si volta, loro cominciano a correre. Finché, stanca di voltarsi invano, la mamma li iscrive a una piccola società di atletica leggera. L’unica cosa leggera nella loro vita, che poi sono due.

Inseparabili sulla pista, indivisibili nell’istante in cui un allenatore glorioso, Gaspare Polizzi, capisce che da quei due ragazzi si potrà cavare qualcosa. Osama e Ala corrono spalla a spalla, nello stesso vento. Aspettano per diciassette anni, nelle medesime stanze e con identica pazienza, i documenti per la cittadinanza italiana che infine arriva nel 2013. Una lenta vittoria ex aequo.

Indistinguibili, a parte il piccolo piercing di Osama, e inseparabili negli allenamenti, nella fatica, nell’accento siciliano, nell’allegria, non sempre nei risultati: perché Ala è più forte (ai Giochi Olimpici di Tokyo arriva nono). Ma si sa che lo sport spariglia pure i destini siamesi.

“Insieme” è la loro parola, il loro mantra. Quando uno dei due rallenta, l’altro lo sorpassa e gli grida “attàccati!”. Possiamo correre davvero soltanto nella scia di qualcuno, altrimenti è solitudine.

Inseparabili, finché nella finale dei 3000 siepi agli Europei il più forte dei due, Ala, capisce che è il giorno di Osama e gli dice di attaccarsi, e gli presta i muscoli e le ali, e lo porta alla medaglia di bronzo trascinandolo a lungo, dissolvendosi a sua volta in quell’orizzonte e finendo settimo. Insieme, nella buona e nella cattiva sorte, finché podio non vi separi.