La Lega Nazionale di Matteo Salvini sembra aver perduto la spinta propulsiva. Dopo oltre un anno di espansione elettorale, sottolineata dai sondaggi. E, prima ancora, dai risultati alle elezioni europee e regionali, dopo l'estate ha rallentato la sua marcia. Almeno, secondo i sondaggi dell'Atlante Politico di Demos. Che, naturalmente, sono solo sondaggi. Ma, fino all'estate, avevano rilevato la crescita costante dei leghisti, che avevano varcato il Po. Occupato le regioni rosse. Affacciandosi anche a Sud. Così, negli ultimi mesi, era riuscita a superare Forza Italia. E a intercettare molti elettori di Centro-Destra, spaesati e delusi, dopo il declino di Berlusconi.
La Lega di Salvini: li aveva intercettati spingendosi - e spingendoli - a Destra. Moltiplicando l'insicurezza prodotta dal costante - e crescente - flusso di profughi degli ultimi mesi. La Lega Nord si è, così, trasformata, progressivamente, in Lega Nazionale. Meglio: nella Ligue Nationale, per echeggiare il modello francese. Si è, inoltre, personalizzata e mediatizzata, come i principali partiti italiani, in questa fase. Sulla scia di Berlusconi. Per primo, il PDR di Renzi. Abile in TV e sui social media. Come la Lega di Salvini. O meglio: "Noi con Salvini".
Tuttavia, ora questa Lega incontra qualche difficoltà. Non riesce a sfondare nel Mezzogiorno. Mentre in ambito National non corre più come prima. Forse perché i profughi inquietano meno di qualche settimana fa. D'altronde, la "paura spaventa", ma, a gioco lungo, ci si abitua. Comunque, questa Lega, che dice di ispirarsi al Front National, segue un percorso molto diverso. In parte, inverso. Infatti, Marine Le Pen ha moderato contenuti e linguaggio, per attirare i voti dei partiti di centro-destra. Per legittimarsi. Mentre la Lega di Salvini si è, invece, avvicinata a Casa Pound. E ha accentuato il linguaggio e il messaggio xenofobo. Così, per diventare opposizione competitiva e credibile deve allearsi con Forza Italia.
Insieme, il loro peso elettorale, in caso di ballottaggio, si avvicina molto a quello del PdR (come mostra il sondaggio di Demos dei giorni scorsi). Così, la Lega si prepara a sfidare tutti. E mobilita militanti, sostenitori e simpatizzanti, in vista della manifestazione nazionale del prossimo 8 novembre. Dove si presenterà senza simboli di partito. A Bologna. Capitale storica dell'Italia rossa. Peraltro, già "espugnata" dal centrodestra nel 1999, quando venne eletto Giorgio Guazzaloca. La Lega: ambisce a diventare "Noi con Salvini. E contro tutti". Contro il governo, contro la sinistra, contro il PD e contro Renzi. Contro i profughi che ci invadono. Contro i Rom (senza la a. Visto che Rom-a è divenuta una piazza attraente, anche per i leghisti). Contro Berlusconi e Forza Italia, che promette e minaccia di convocare, lo stesso giorno, un'altra manifestazione.
Poco lontano. A casa di Renzi. A Firenze, l'altra capitale dell'Italia di sinistra.
"Noi con Salvini e contro tutti". È la manifestazione annunciata dalla Lega e dal suo leader per rilanciarsi. E per ritrovarsi. Per ritrovare un senso, un fine, una missione. Un nemico. Meglio. Molti nemici. Renzi. E tutto il mondo che incombe. Intorno a noi. Intorno alla Lega di Salvini. Intorno a Salvini.
La Lega di Salvini: li aveva intercettati spingendosi - e spingendoli - a Destra. Moltiplicando l'insicurezza prodotta dal costante - e crescente - flusso di profughi degli ultimi mesi. La Lega Nord si è, così, trasformata, progressivamente, in Lega Nazionale. Meglio: nella Ligue Nationale, per echeggiare il modello francese. Si è, inoltre, personalizzata e mediatizzata, come i principali partiti italiani, in questa fase. Sulla scia di Berlusconi. Per primo, il PDR di Renzi. Abile in TV e sui social media. Come la Lega di Salvini. O meglio: "Noi con Salvini".
Tuttavia, ora questa Lega incontra qualche difficoltà. Non riesce a sfondare nel Mezzogiorno. Mentre in ambito National non corre più come prima. Forse perché i profughi inquietano meno di qualche settimana fa. D'altronde, la "paura spaventa", ma, a gioco lungo, ci si abitua. Comunque, questa Lega, che dice di ispirarsi al Front National, segue un percorso molto diverso. In parte, inverso. Infatti, Marine Le Pen ha moderato contenuti e linguaggio, per attirare i voti dei partiti di centro-destra. Per legittimarsi. Mentre la Lega di Salvini si è, invece, avvicinata a Casa Pound. E ha accentuato il linguaggio e il messaggio xenofobo. Così, per diventare opposizione competitiva e credibile deve allearsi con Forza Italia.
Insieme, il loro peso elettorale, in caso di ballottaggio, si avvicina molto a quello del PdR (come mostra il sondaggio di Demos dei giorni scorsi). Così, la Lega si prepara a sfidare tutti. E mobilita militanti, sostenitori e simpatizzanti, in vista della manifestazione nazionale del prossimo 8 novembre. Dove si presenterà senza simboli di partito. A Bologna. Capitale storica dell'Italia rossa. Peraltro, già "espugnata" dal centrodestra nel 1999, quando venne eletto Giorgio Guazzaloca. La Lega: ambisce a diventare "Noi con Salvini. E contro tutti". Contro il governo, contro la sinistra, contro il PD e contro Renzi. Contro i profughi che ci invadono. Contro i Rom (senza la a. Visto che Rom-a è divenuta una piazza attraente, anche per i leghisti). Contro Berlusconi e Forza Italia, che promette e minaccia di convocare, lo stesso giorno, un'altra manifestazione.
Poco lontano. A casa di Renzi. A Firenze, l'altra capitale dell'Italia di sinistra.
"Noi con Salvini e contro tutti". È la manifestazione annunciata dalla Lega e dal suo leader per rilanciarsi. E per ritrovarsi. Per ritrovare un senso, un fine, una missione. Un nemico. Meglio. Molti nemici. Renzi. E tutto il mondo che incombe. Intorno a noi. Intorno alla Lega di Salvini. Intorno a Salvini.