Mimmo Lucano non può rientrare a Riace per rivedere il padre morente. Anzi, “non deve”. Perché è un cattivo esempio. Lucano, l’ex sindaco. Ma anche Riace. Esempi di integrazione e di accoglienza. Verso gli immigrati e gli stranieri. Evocano un tempo passato, di passaggio. Oggi trascorso. Finito. Un tempo fuori dal tempo, ormai. Perché oggi gli immigrati sono “stranieri”. Estranei. Non lo dice soltanto il (Vice)Capo. Insieme a lui, lo pensa la maggioranza dei cittadini.
Gli stranieri: stiano a casa loro. Se ne tornino a casa loro. Oppure vadano altrove. In altri Paesi europei. Che ci criticano ma non fanno nulla. Francia, Spagna, Germania… Meglio che evitino di criticarci. Oppure se li prendano loro. Gli immigrati. Anche se ne hanno già molti. Più di noi. Se sono così bravi, continuino sulla stessa strada. “Accolgano” anche i nostri. Mimmo Lucano e Riace sono simboli e ricordi di un’altra epoca. Diversa. Oggi viviamo “tempi feroci”. Chi non lo capisce, chi non lo vuole capire, è destinato a pagare. Ma noi, che l’abbiamo capito, non vogliamo pagare per gli altri. I buoni e i buonisti. Che parlano parlano e non fanno nulla. Mimmo Lucano resti lontano da Riace. E da suo padre.
Riace, senza di lui, lontano da lui, tornerà ad essere conosciuta come la città dei “Bronzi”. Non degli “stranieri” integrati. Quanto al padre di Mimmo, deve pagare anche lui. Perché da qualcuno, il vecchio Sindaco, deve avere appreso valori e sentimenti. E da chi se non dai genitori? Se non da suo padre? Per queste ragioni, Mimmo Lucano deve restare lontano. Da Riace e dal padre. Perché è un cattivo esempio. Per dare un esempio. A tutti. Di cosa attende chi non si adatta al sentimento dei nostri tempi. Feroci. Non c’è spazio, non c’è rifugio, per i “buoni”. Meglio che restino lontano. Da tutti. Lo dice uno come me. Anacronistico. Fuori dal tempo.
Gli stranieri: stiano a casa loro. Se ne tornino a casa loro. Oppure vadano altrove. In altri Paesi europei. Che ci criticano ma non fanno nulla. Francia, Spagna, Germania… Meglio che evitino di criticarci. Oppure se li prendano loro. Gli immigrati. Anche se ne hanno già molti. Più di noi. Se sono così bravi, continuino sulla stessa strada. “Accolgano” anche i nostri. Mimmo Lucano e Riace sono simboli e ricordi di un’altra epoca. Diversa. Oggi viviamo “tempi feroci”. Chi non lo capisce, chi non lo vuole capire, è destinato a pagare. Ma noi, che l’abbiamo capito, non vogliamo pagare per gli altri. I buoni e i buonisti. Che parlano parlano e non fanno nulla. Mimmo Lucano resti lontano da Riace. E da suo padre.
Riace, senza di lui, lontano da lui, tornerà ad essere conosciuta come la città dei “Bronzi”. Non degli “stranieri” integrati. Quanto al padre di Mimmo, deve pagare anche lui. Perché da qualcuno, il vecchio Sindaco, deve avere appreso valori e sentimenti. E da chi se non dai genitori? Se non da suo padre? Per queste ragioni, Mimmo Lucano deve restare lontano. Da Riace e dal padre. Perché è un cattivo esempio. Per dare un esempio. A tutti. Di cosa attende chi non si adatta al sentimento dei nostri tempi. Feroci. Non c’è spazio, non c’è rifugio, per i “buoni”. Meglio che restino lontano. Da tutti. Lo dice uno come me. Anacronistico. Fuori dal tempo.