La musica è finita
Passa, eccome, anche in tv il crepuscolo in corso. Passa nella combattività-zero dei campioni di opinionismo del centrodestra, passa dal Belpietro che ad AnnoZero fa una sorta di atto di presenza tirando un paio di colpetti in due ore e niente di più. Passa nella tristezza epocale del Porta a Porta successivo, aria di commemorazione imbarazzata, Cicchitto e altri con facce di circostanza. Ma soprattutto passa nella precedente serata officiata da Vespa, con una lunga scena consacrata da Blob, Urso e Quagliariello che si danno sulla voce e Vespa, con l’aria di quello in preda a vera disperazione, che si prende la testa tra le mani, nel senso che l’appoggia sulla mani disposte a coppa e resta così a lungo, con l’espressione consacrata a suo tempo da Mogol-Battisti, tipo “Dio mio, no”, anche se Mogol e Battisti parlavano d’altro. Quelli di Blob ci aggiungono il carico, abbassano le parole dei due e mandano in sottofondo la Vanoni de…
Passa, eccome, anche in tv il crepuscolo in corso. Passa nella combattività-zero dei campioni di opinionismo del centrodestra, passa dal Belpietro che ad AnnoZero fa una sorta di atto di presenza tirando un paio di colpetti in due ore e niente di più. Passa nella tristezza epocale del Porta a Porta successivo, aria di commemorazione imbarazzata, Cicchitto e altri con facce di circostanza. Ma soprattutto passa nella precedente serata officiata da Vespa, con una lunga scena consacrata da Blob, Urso e Quagliariello che si danno sulla voce e Vespa, con l’aria di quello in preda a vera disperazione, che si prende la testa tra le mani, nel senso che l’appoggia sulla mani disposte a coppa e resta così a lungo, con l’espressione consacrata a suo tempo da Mogol-Battisti, tipo “Dio mio, no”, anche se Mogol e Battisti parlavano d’altro. Quelli di Blob ci aggiungono il carico, abbassano le parole dei due e mandano in sottofondo la Vanoni della Musica è finita.
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In Francia è nato un Comitato a difesa delle vittime dei reality-show. Prima di correre a iscriversi, è meglio precisare che la difesa è rivolta ai molti non-concorrenti, aspiranti tali, provinandi, che hanno cercato di partecipare e che non ci sono riusciti e che comunque vengono mandati in onda per essere sbertucciati da quanto erano ridicoli etc etc. In più, si vorrebbe dare una sorta di tutela ai concorrenti abbandonati a se stessi – e non è un bell’abbandonare - dopo essere stati usati e spremuti. Una nemesi sacrosanta, ma anche lo spiraglio su quella che è la sostanza vera del fenomeno reality: un baraccone che rende un sacco di soldi a chi l’organizza e che costa una miseria rispetto a qualsiasi altra forma di tv. Ossia il vero motivo per cui ce ne saranno sempre.
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Notazione di servizio, a meno che non ci sia sfuggito qualcosa di fondamentale, la nuova Apple Tv fa le stesse cose della vecchia. Ma il noleggio dei film su Itunes può diventare qualcosa di epocale e far soffrire parecchi. Piuttosto, un giorno o l’altro sarebbe il caso di creare un mercato vero, mettendo a disposizione tutti quei film che escono al cinema solo nelle grandi città e poi spariscono, che in provincia non arrivano e in tv nemmeno o quasi, compresa la produzione italiana indipendente. Quello sarà un bel giorno.
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“Berlusconi è appena arrivato nel Veneto allagato e in serata ha organizzato il concorso Miss Maglietta Bagnata” (Maurizio Crozza, Ballarò)
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“Ruby aveva contattato Berlusconi perché voleva fare tv: voleva partecipare a Ti lascio una canzone” (Roberto Benigni)
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“Faremo un percorso di approfondimento sulla figura di Craxi” (Letizia Moratti, Chiambretti Night)
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“Clamorosa rivelazione a Porta a Porta. Lo zio di Sarah si è nuovamente accusato dell’omicidio. Dei Kennedy” (Chiambretti Night)
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In Francia è nato un Comitato a difesa delle vittime dei reality-show. Prima di correre a iscriversi, è meglio precisare che la difesa è rivolta ai molti non-concorrenti, aspiranti tali, provinandi, che hanno cercato di partecipare e che non ci sono riusciti e che comunque vengono mandati in onda per essere sbertucciati da quanto erano ridicoli etc etc. In più, si vorrebbe dare una sorta di tutela ai concorrenti abbandonati a se stessi – e non è un bell’abbandonare - dopo essere stati usati e spremuti. Una nemesi sacrosanta, ma anche lo spiraglio su quella che è la sostanza vera del fenomeno reality: un baraccone che rende un sacco di soldi a chi l’organizza e che costa una miseria rispetto a qualsiasi altra forma di tv. Ossia il vero motivo per cui ce ne saranno sempre.
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Notazione di servizio, a meno che non ci sia sfuggito qualcosa di fondamentale, la nuova Apple Tv fa le stesse cose della vecchia. Ma il noleggio dei film su Itunes può diventare qualcosa di epocale e far soffrire parecchi. Piuttosto, un giorno o l’altro sarebbe il caso di creare un mercato vero, mettendo a disposizione tutti quei film che escono al cinema solo nelle grandi città e poi spariscono, che in provincia non arrivano e in tv nemmeno o quasi, compresa la produzione italiana indipendente. Quello sarà un bel giorno.
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“Berlusconi è appena arrivato nel Veneto allagato e in serata ha organizzato il concorso Miss Maglietta Bagnata” (Maurizio Crozza, Ballarò)
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“Ruby aveva contattato Berlusconi perché voleva fare tv: voleva partecipare a Ti lascio una canzone” (Roberto Benigni)
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“Faremo un percorso di approfondimento sulla figura di Craxi” (Letizia Moratti, Chiambretti Night)
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“Clamorosa rivelazione a Porta a Porta. Lo zio di Sarah si è nuovamente accusato dell’omicidio. Dei Kennedy” (Chiambretti Night)