Tutti ad Arcore. O no?
A Ballarò è tornato a stretto giro un classico di queste settimane. Ovvero il servizio di pareri raccolti per strada sul tema bunga-bunga. Gettonatissime le ragazze giovani che rispondono "certo che andrei ad Arcore" nonché la versione più prosaica "Chi è che non andrebbe ad Arcore per settemila euro in una sera?". Non manca il genitore consenziente. Le facce sono quelle che si incontrano per strada (in un vagone della metropolitana, a occhio, metà dei presenti andrebbero ad Arcore anche pagando loro e metà no). Non si capisce se i servizi in questione servano a qualcosa, a qualcuno, a una causa. A destra sono prudenti con queste cose (avvalorano in fondo Arcore come luogo di perdizione mercificata), a sinistra sperano nel sussulto di indignazione in più. C'è caso che alla fine ci sia solo disagio di quasi, quasi, tutti.
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A Ballarò è tornato a stretto giro un classico di queste settimane. Ovvero il servizio di pareri raccolti per strada sul tema bunga-bunga. Gettonatissime le ragazze giovani che rispondono "certo che andrei ad Arcore" nonché la versione più prosaica "Chi è che non andrebbe ad Arcore per settemila euro in una sera?". Non manca il genitore consenziente. Le facce sono quelle che si incontrano per strada (in un vagone della metropolitana, a occhio, metà dei presenti andrebbero ad Arcore anche pagando loro e metà no). Non si capisce se i servizi in questione servano a qualcosa, a qualcuno, a una causa. A destra sono prudenti con queste cose (avvalorano in fondo Arcore come luogo di perdizione mercificata), a sinistra sperano nel sussulto di indignazione in più. C'è caso che alla fine ci sia solo disagio di quasi, quasi, tutti.
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Sempre Ballarò, altro classico rispolverato da Bruno Tabacci. L'altra sera il Tg1 aveva non si sa quale servizio su un centro che accudisce i cani dei benestanti. Nel Nord Africa, dice Tabacci, vedono eccome la tv italiana: se un libico scopre come vengono trattati i cani in Italia pensa che gli esseri umani vivano come in Paradiso. Ma chissà se in Libia vedono anche gli editoriali di Minzolini.
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Momento "Rabbrividiamo per chi non può farlo". Il sindaco di Verona Tosi ha davvero (davvero davvero) pronunciato a Otto e Mezzo di La7 la seguente frase: "Chi ha sostenuto negli anni Settanta la rivoluzione sessuale e il femminismo dovrebbe essere contento delle feste che si svolgono ad Arcore".
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Il momento da ricordare con maggiore partecipazione a Sanremo è Luca Bizzarri che alla fine dell'ultima serata dice al consigliere Rai Verro: "Stia tranquillo, non glielo tocchiamo più Berlusconi". Dopo essersi barcamenati per tutte le serate, i due comici potevano lasciarsi andare e quello più smart ne ha approfittato. Quella è satira. Verro, peraltro, è un curioso reperto dirigenziale degli anni della Guerra Fredda o, per chi c'era e ricorda, degli editoriali del mattino di Gustavo Selva al Gr2.
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Avvertenza per chi comunque vuole saperne qualcosa. All'Isola dei Famosi l'insistenza di Eleonora Bigliadori sulle sue pratiche zen o rilassanti o vai a sapere (costringe gli altri concorrenti a recitare mantra collettivi o vai a sapere) è destinata a diventare la gag principale dell'intera vicenda e a innescare fiumi di imitazioni e dileggio.
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"Maestro Battiato, ma non è che qui a Sanremo ci sta prendendo gusto?"
"Ah, credevo che mi chiedesse se vi sto pigliando per il culo"
(La Vita in diretta)
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"Ho incontrato Berlusconi una volta sola nei primi tempi della sua avventura televisiva. Ricordo che a un certo punto mi disse: adesso però devo farmi consigliare da qualcuno bravo, perché io di politica non ci capisco niente"
(Enrico Vaime, intervista a La Stampa)
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"Questa è una sconcertante vicenza mediatica"
(Emilio Fede, Tg4)
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"Esprimere tre desideri? Il Consiglio d'amministrazione della Rai è più numeroso, quindi non mi bastano"
(Fabio Fazio, incontro con gli studenti all'Università di Pisa)