Dekoder

E Berlusconi non riuscì
a convincere Vialli

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Prima o poi doveva succedere. A Servizio Pubblico Michele Santoro ha litigato a brutto muso con un paio di esponenti della Fiom, in collegamento da Genova. Uno di loro aveva afferrato il microfono e si era sfogato in un'invettiva contro il mondo intero con termini pesanti ("Siete tutti delle m.") e senza freno alcuno, un altro lo ha accusato di non capire. Santoro, che già nei collegamenti precedenti aveva manifestato perplessità sull'esuberanza del gruppo in ascolto, ha replicato forte, a base di "Noi abbiamo capito e se voi non l'avete capito non lo capite. Imparate a capire quelli che vi capiscono" e mandando a quel paese gli interlocutori (video). Sempre più difficile gestire la piazza nei talk show.

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"Non è escluso che io qualche volta torno"
(Emilio Fede, saluto ai telespettatori del Tg4)

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"Sono 23 anni che io conduco questo telegiornale con il massimo della libertà e dell'obiettività"
(Emilio Fede, ibidem)
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Emilio Fede smentisce di aver detto parecchie cose, ma difficilmente riuscirà a smentire la sua dichiarazione tv a caldo in cui si lanciava in allusioni sugli autori del complotto e sulla possibilità che avessero "qualche scheletro nell'armadio, un amore sbagliato, che so, un transssss". Rimane come immagine sospesa l'ipotesi di un armadio, in qualche ricca abitazione, con un trans molto magro rinchiuso dentro.
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"Battevamo anche Raidue finché ci hanno messo contro l'Isola dei Famosi"
(Michele Santoro, Servizio Pubblico)
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"Questa sera cominciamo con qualche minuto di ritardo, e questo per colpa dell'ineludibile ritardo di Ballarò"
(Maurizio Mannoni, Linea Notte, Raitre)
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Trasgressione tra le più spericolate mai tentate in tv quella di Elio e Le Storie Tese a The Show Must Go Off. Ovvero il verso della parodia "Lombàrdia mia" (sulle note di Romagna mia") dedicato alla vicenda del parco milanese cancellato per far posto al nuovo palazzo della Regione di Formigoni. Ci vuole un po' di orecchio per coglierla. "C'era anche un piccolo parco che adesso, bioparco, non esiste più".
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Ad alta valenza trasgressiva anche Gianluigi Paragone che continua a esibirsi in voce e chitarra in apertura di ogni puntata di "L'Ultima parola". Venerdì scorso ha eseguito un'impeccabile "Canzone popolare" di Ivano Fossati.
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"Vi voglio spiegare cosa significa essere ospite dello show di Panariello"
(Alessio Vinci usa le maniere forti per convincere il pubblico a seguire Matrix)
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Fabio Volo a Gianluca Vialli: "Una sera Berlusconi ti invitò a cena ad Arcore per convincerti a passare al Milan e suonò anche il pianoforte. Tu però al Milan non ci sei andato. I casi sono due, o suonava da far schifo o quella era l'unica serata senza f."
(Volo in diretta, Raitre)