"Beppe Grillo ha dato dello zombie a Bersani e Bersani ha risposto ballando Thriller di Michael Jackson"
(Geppi Cucciari, Speciale Elezioni, La7)
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A Servizio Pubblico Marco Travaglio attacca pesante Pierferdinando Casini ironizzando sui molti candidati Udc impresentabili ma per i quali Casini ha sempre dichiarato di "Mettere la mano sul fuoco". "Questa dev'essere la terza mano che Casini mette sul fuoco - ha proseguito Travaglio - ma si sa che a Casini la Dea Kalì gli fa una pippa". Una sola? E non può essere una questione di braccino.
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"E ora in diretta da Palermo trasmettiamo le celebrazioni delle stragi di mafia"
(Bionda annunciatrice di RaiUno)
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"Lo so, non dovevo far entrare mio figlio nella Lega. Ma un figlio così dove lo facevo entrare, alla Nasa?"
(Crozza-Bossi, La7)
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"Siam mica qui a dividere la plastica dalla Santanché"
(Crozza-Bersani, La7)
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"Parmageddon"
(Titolo post-elezioni ad Agorà, Raitre)
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Tizio a Bersani: "Grillo ti ha appena dato dello zombie, toccati le palle"
Bersani: "Magari le avessi"
(Vignetta di Vauro, Servizio Pubblico)
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Leoluca Orlando: "La mia era una chiara candidatura anticasta"
Enrico Mentana: "Più che altro, antica"
(Speciale elezioni, La7)
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"Facebook vale cento miliardi di dollari, la Grecia gli ha chiesto l'amicizia"
(David Letterman, Rai5)
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Giancarlo Leone, capo dell'intrattenimento Rai, twitta che è un piacere. L'altro giorno ha ironizzato via cinguettio sul fatto che Nina Zilli all'Eurovision Song Contest è una ragazza per cui bisogna tifare assai, ma siccome la nazione che vince deve organizzare l'edizione dell'anno successivo forse non tutti in Rai stanno davvero tifando fino in fondo. Tempo poche ore e Leone ha dovuto sganciare un tweet di precisazione spiegando che si trattava di una battuta e che la Rai intera è schierata come un sol uomo a sostegno della Zilli impegnata nella disfida in Azerbaijan.
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La cui finale, domani sera su RaiDue, è davvero imperdibile. Oltre alla Zilli, in gara il mitologico Engelbert Humperdink per l'Inghilterra (dove impazzano le polemiche, molti volevano uno più giovane) e una serie di svitati da paura da tutta l'Europa che conta (poco). Da non mancare l'esibizione delle Nonne russe (impossibile spiegarle, bisogna vederle). Purtroppo eliminata la limitrofa sanmarinese Valentina Monetta che portava la sua canzone, in inglese, dedicata ai social network con passaggi di testo del tipo: "Se vuoi entrare nella mia casa/cliccami col tuo mouse".
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"Perché quella che vedete sulla pista non è nebbia ma polvere d'acqua"
(Guido Meda, MotoGp, Italia1)
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Secondo alcune cronache nell'incontro in casa Rai con la ultrajuventina Raffaella Carrà Antonio Conte avrebbe esordito con uno strepitoso: "Io da bambino ero innamorato di lei". Raffa, nella sua infinita bontà e concedendo al tecnico la riconoscenza dovuta, ha glissato con eleganza ed evitato di rispondere a tono.
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Sempre in tema di Juve-Rai, a Blob pare di intuire una sorta di faida interna a sfondo calcistico. In certe puntate curate da certi autori vengono esaltate le prodezze anti-Juve (ultima occasione, il Pocho in festa alla Coppa Italia con il titolo Mo-Gol Lavezzi): In altre puntate con altri autori succede esattamente il contrario e i bianconeri vengono celebrati con toni elegiaci.
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Salite decisive in queste ultime giornate al Giro d'Italia. L'occhio del curioso va anche al contorno, per esempio alle scritte dei tifosi tracciate sulle strade del percorso. A occhio rimarrà insuperabile quella dello scorso anno a metà della salita del Pordoi (in realtà una citazione storica da vecchi Giri e chissà chi è stato il primo), ovvero "Tenete duro, lassù è pieno di f."
(Geppi Cucciari, Speciale Elezioni, La7)
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A Servizio Pubblico Marco Travaglio attacca pesante Pierferdinando Casini ironizzando sui molti candidati Udc impresentabili ma per i quali Casini ha sempre dichiarato di "Mettere la mano sul fuoco". "Questa dev'essere la terza mano che Casini mette sul fuoco - ha proseguito Travaglio - ma si sa che a Casini la Dea Kalì gli fa una pippa". Una sola? E non può essere una questione di braccino.
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"E ora in diretta da Palermo trasmettiamo le celebrazioni delle stragi di mafia"
(Bionda annunciatrice di RaiUno)
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"Lo so, non dovevo far entrare mio figlio nella Lega. Ma un figlio così dove lo facevo entrare, alla Nasa?"
(Crozza-Bossi, La7)
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"Siam mica qui a dividere la plastica dalla Santanché"
(Crozza-Bersani, La7)
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"Parmageddon"
(Titolo post-elezioni ad Agorà, Raitre)
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Tizio a Bersani: "Grillo ti ha appena dato dello zombie, toccati le palle"
Bersani: "Magari le avessi"
(Vignetta di Vauro, Servizio Pubblico)
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Leoluca Orlando: "La mia era una chiara candidatura anticasta"
Enrico Mentana: "Più che altro, antica"
(Speciale elezioni, La7)
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"Facebook vale cento miliardi di dollari, la Grecia gli ha chiesto l'amicizia"
(David Letterman, Rai5)
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Giancarlo Leone, capo dell'intrattenimento Rai, twitta che è un piacere. L'altro giorno ha ironizzato via cinguettio sul fatto che Nina Zilli all'Eurovision Song Contest è una ragazza per cui bisogna tifare assai, ma siccome la nazione che vince deve organizzare l'edizione dell'anno successivo forse non tutti in Rai stanno davvero tifando fino in fondo. Tempo poche ore e Leone ha dovuto sganciare un tweet di precisazione spiegando che si trattava di una battuta e che la Rai intera è schierata come un sol uomo a sostegno della Zilli impegnata nella disfida in Azerbaijan.
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La cui finale, domani sera su RaiDue, è davvero imperdibile. Oltre alla Zilli, in gara il mitologico Engelbert Humperdink per l'Inghilterra (dove impazzano le polemiche, molti volevano uno più giovane) e una serie di svitati da paura da tutta l'Europa che conta (poco). Da non mancare l'esibizione delle Nonne russe (impossibile spiegarle, bisogna vederle). Purtroppo eliminata la limitrofa sanmarinese Valentina Monetta che portava la sua canzone, in inglese, dedicata ai social network con passaggi di testo del tipo: "Se vuoi entrare nella mia casa/cliccami col tuo mouse".
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"Perché quella che vedete sulla pista non è nebbia ma polvere d'acqua"
(Guido Meda, MotoGp, Italia1)
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Secondo alcune cronache nell'incontro in casa Rai con la ultrajuventina Raffaella Carrà Antonio Conte avrebbe esordito con uno strepitoso: "Io da bambino ero innamorato di lei". Raffa, nella sua infinita bontà e concedendo al tecnico la riconoscenza dovuta, ha glissato con eleganza ed evitato di rispondere a tono.
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Sempre in tema di Juve-Rai, a Blob pare di intuire una sorta di faida interna a sfondo calcistico. In certe puntate curate da certi autori vengono esaltate le prodezze anti-Juve (ultima occasione, il Pocho in festa alla Coppa Italia con il titolo Mo-Gol Lavezzi): In altre puntate con altri autori succede esattamente il contrario e i bianconeri vengono celebrati con toni elegiaci.
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Salite decisive in queste ultime giornate al Giro d'Italia. L'occhio del curioso va anche al contorno, per esempio alle scritte dei tifosi tracciate sulle strade del percorso. A occhio rimarrà insuperabile quella dello scorso anno a metà della salita del Pordoi (in realtà una citazione storica da vecchi Giri e chissà chi è stato il primo), ovvero "Tenete duro, lassù è pieno di f."