Effetti personali
Le cose che teniamo sempre con noi, senza le quali ci sentiamo smarriti, persino nudi. Usuali e non, trovate o perdute. Ogni domenica il podcast di Marco Belpoliti su Repubblica

Un nuovo grosso guaio a Chinatown

Appena l’emergenza coronavirus è stata dichiarata a Milano, a Chinatown è scomparsa la carta igienica dagli scaffali dei supermercati. La stessa cosa era capitata qualche settimana prima a Hong Kong, dove i negozi erano stati presi d’assalto e la Tp (toilet paper) sparita. Non l’acqua, non il cibo, non i generi di conforto, ma proprio i rotoli per i gabinetti. Nella città asiatica poi si era diffusa la voce che la malavita locale stava speculando su questo prodotto. Cosa che poi si è rivelata in parte vera.

La ragione di questo accaparramento resta misteriosa, tuttavia pare condivisa da un altro paese orientale che ha alcuni tratti in comune con la Cina: il Giappone. Ogni volta che in quella nazione accade un disastro di grandi proporzioni, ad esempio l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, scatta il Tp Panic. Com’è possibile che proprio i rotoli di carta tengano il primo posto tra i beni per la sopravvivenza? La risposta non c’è.

La carta igienica sarebbe stata inventata in Cina, anche se la prima ufficialmente registrata è la J. C. Gayetty’s Medicated Paper for the Water Closet in vendita in America nel 1857. Prima si usavano i fogli di giornale, ma l’inchiostro tipografico, le tracce di sbiancanti come il vetriolo, la calce viva e la potassa, tendevano a provocare o aggravare le emorroidi, come scrive Steven Connor nel suo libro Effetti personali (il Saggiatore), mentre le “medicazioni emollienti” del nuovo prodotto davano sollievo. Da quel momento la carta igienica è diventata un prodotto diffuso in tutto il mondo e ha conquistato paesi e popoli che in precedenza non vi facevano ricorso.

La carta per i WC ha due vantaggi, se la si acquista in quantità enormi: costa poco e non deperisce. Si conserva a lungo e passata l’emergenza chi l’ha comprata la smaltisce pian piano. Nonostante tutto questo la spiegazione per la corsa compulsiva da parte dei cinesi che vivono in Italia non c’è. Neppure la psicoanalisi sembra venire in soccorso. Non bisogna dimenticare che lo scorso anno proprio a Pechino Bill Gates ha presentato un nuovo tipo di gabinetto privo di acqua corrente e alimentato da un pannello solare, per cui ha investito 200 milioni di dollari. La questione della defecazione non è infatti un problema da poco nei paesi che posseggono sistemi fognari poco efficienti. Una lunga storia che continua, carta igienica compresa

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/effetti-personali/2020/02/29/audio/un_nuovo_grosso_guaio_a_chinatown-422979370/

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