Il caso Maddie
Quella di Madeleine McCann, “Maddie”, solare bambina inglese di tre anni scomparsa alle nove e trenta della sera di giovedì 3 maggio 2007 in quel di Praia da Luz, Portogallo, è una storia che racconta il dramma di due genitori, il mistero di un terribile delitto e il naufragio culturale di un continente intero, delle sue polizie. È, a suo modo, una metafora dell’Europa incompiuta. Delle differenze, diffidenze, pregiudizi, anche e soprattutto antropologici, che continuano a dividerla. Di questo delitto è oggi accusato un tedesco di 43 anni. Si chiama Christian Brueckner. Ha alle spalle una lunga teoria di precedenti penali, anche e soprattutto di pedofilia e violenza sessuale.
Il caso Maddie, la circostanza di un corpo mai ritrovato e dunque di una morte formalmente ancora presunta, ancorché data per certa dalla magistratura tedesca, continua ad alimentare la curiosità morbosa dei tabloid britannici, il risentimento degli investigatori portoghesi, la rinnovata attenzione del giornalismo europeo. Non fosse altro perché oggi, ormai a distanza di 13 anni, la Procura federale di Wiesbaden e quella regionale di Braunschweig accreditano l’ipotesi che il caso sia ormai a un passo dalla sua soluzione. Con un colpevole “certo”: Christian Brueckner. Condannato dalla sua storia, dalla sua vita, dai suoi precedenti violenti, dalla sua inclinazione sadica e perversa, prima ancora che da prove che, sin qui, gli inquirenti tedeschi hanno continuato a tenere in buona parte “coperte”.
Siamo dunque andati nei luoghi di questo mistero per tornare a illuminarne i nodi. A Praia da Luz, costa portoghese dell’Algarve, dove Maddie incontrò il suo orco. A Braunschweig dove a quell’orco è stato dato un nome. A Milano, dove l’orco finì la sua corsa, ammanettato dai nostri carabinieri per reati di droga. A Rothley, villaggio residenziale nei sobborghi di Leicester, nelle Midlands, dove i genitori di Maddie vivono prigionieri della maledizione di essere sopravvissuti a una figlia. E abbiamo scelto quale simbolo di questa inchiesta una immagine che, da sola e con la forza di un quadro astratto, ne riassume il senso: l’identikit del primo sospettato dalla polizia portoghese.
Quello che venne mostrato agli abitanti di Praia da Luz pochi giorni dopo la scomparsa di Madeleine McCann per sollecitarne i ricordi. Un ovale bianco, senza occhi né bocca. Con un solo tratto distintivo: due ciuffi di capelli separati da una scriminatura appena accennata. Quello che i tabloid inglesi avrebbero battezzato “e-face”. Dove per “e” si intendeva la lettera iniziale della parola egg. “Un uovo con i capelli”. Una provocazione della polizia portoghese contro le pressioni esercitate da Scotland Yard e dall’opinione pubblica internazionale.