Per il terzo mese di seguito il mercato dell'auto italiano va letto al rovescio. Per il semplice motivo che per il terzo mese di seguito i numeri positivi sono in realtà negativi. Non è facile da capire. In fondo è come se dicessimo alla terza giornata del campionato che la squadra che ha vinto tutte e tre le partite sarà destinata a retrocedere. Purtroppo però i dati di vendita non sono come il campionato di calcio. O almeno non dovrebbero esserlo. Ecco dunque la spiegazione, puramente tecnica. La grande quantità di immatricolazioni riguarda, in realtà, vetture vendute negli ultimi mesi del 2009 con gli incentivi. Vetture che potevano essere immatricolate per l'appunto entro il marzo del 2010. Così in molti hanno preferito ordinare la propria macchina nel 2009 con il supersconto e ritirarla dopo qualche mese con il doppio vantaggio di ritrovarsela immatricolata anche 2010 e quindi con un anno di guadagno sulla successiva rivendita come usato.
Una specie di immatricolazione col trucco che alla fine dell'anno ha fatto gongolare tutte le case e i concessionari e che ora spaventa più del lupo cattivo. Così adesso hanno tutti paura perché dal primo aprile (ma stavolta senza nessun pesce) la festa è finita. Gli ordini scesi a valanga in questo primo trimestre bilanceranno infatti molto presto l'orgia di consegne d'inizio anno.
Ma a conti fatti si tratta comunque di una scorta di ben 666.247 automobili (+23% rispetto allo stesso periodo del 2009), un gruzzolo di tutto rispetto su cui si potrebbe costruire qualcosa di positivo invece che piangere le solite lacrime di imprenditori in crisi e abbandonati da tutti.
Certo gli incentivi non ci sono più ma nessuno era titolato a pensare che sarebbero stati eterni. Potevano essere abbandonati con una migliore strategia, questo è stato detto e ridetto, ma tant'è, la frittata è fatta e sarebbe ora di smettere di piangere sul latte versato. Magari dando un'occhiata ai blog e farsi un'idea diversa di quello che vuole la clientela e di quanta nuova attenzione avrebbe bisogno. Da parte dei costruttori (il caso Toyota insegna) e da parte delle reti di vendita. IL tempo degli aiuti di Stato è finito. Per fortuna.
Una specie di immatricolazione col trucco che alla fine dell'anno ha fatto gongolare tutte le case e i concessionari e che ora spaventa più del lupo cattivo. Così adesso hanno tutti paura perché dal primo aprile (ma stavolta senza nessun pesce) la festa è finita. Gli ordini scesi a valanga in questo primo trimestre bilanceranno infatti molto presto l'orgia di consegne d'inizio anno.
Ma a conti fatti si tratta comunque di una scorta di ben 666.247 automobili (+23% rispetto allo stesso periodo del 2009), un gruzzolo di tutto rispetto su cui si potrebbe costruire qualcosa di positivo invece che piangere le solite lacrime di imprenditori in crisi e abbandonati da tutti.
Certo gli incentivi non ci sono più ma nessuno era titolato a pensare che sarebbero stati eterni. Potevano essere abbandonati con una migliore strategia, questo è stato detto e ridetto, ma tant'è, la frittata è fatta e sarebbe ora di smettere di piangere sul latte versato. Magari dando un'occhiata ai blog e farsi un'idea diversa di quello che vuole la clientela e di quanta nuova attenzione avrebbe bisogno. Da parte dei costruttori (il caso Toyota insegna) e da parte delle reti di vendita. IL tempo degli aiuti di Stato è finito. Per fortuna.