Fuori Giri

L'effetto incentivi?
fa sempre la differenza

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L'effetto incentivi continua a fare la differenza sui mercati dell'auto di mezza Europa. Dove sono stati confermati le vendite vanno, dove non ci sono più crollano. Più o meno accade così. Italia compresa che ha beneficiato per l'ultima volta degli incentivi (con marzo si è chiuso il trimestre nel quale si potevano immatricolare vetture ordinate nei termini degli incentivi): da aprile sarà tutta un'altra storia con prospettive preoccupanti: secondo l'Unrae, l'associazione delle case estere la flessione oscillerà tra il 20 e 30 per cento la cui conseguenza nei mesi a seguire sarà la perdita di almeno 15 mila posti di lavoro. Sarà vero? Il dubbio è lecito perché prima o poi il bonus sarebbe comunque terminato. Forse bisognava programmare meglio gli obiettivi. Forse il mercato italiano è davvero sovradimensionato. Sono tutti pronti a piangere quando si va giù e a starsene in ordinato silenzio quando le vendite crescono.

Da dire e ridire c'è il fatto, almeno per quanto riguarda l'Italia, dell'improvvisa interruzione degli incentivi quando tutti pensavano in un loro, seppur ridotto e limitato rinnovo. Insomma un bel po' di caos da entrambe le parti. Il governo da un lato, le case dall'altro. E il consumatore, come al solito, nel mezzo. Con poche e confuse informazione a disposizione. Un po' come sta accadendo per gli incentivi ai motorini (fino a 500 euro di bonus). Quest'ultimi, infatti, sono stati stabiliti dal governo, insieme a quelli ad altri settori in difficoltà, in misura davvero minima. Che in sostanza vuol dire pochissimi soldi a disposizione (appena 12 milioni di euro sui 300 a disposizione). Risultato? Risorse quasi esaurite in poco più di tre giorni, consumatori a dir poco arrabbiati e venditori furiosi soprattutto per la farraginosa procedura di rilascio dovuta al passaggio obbligatorio dai call center delle Poste per verificare la disponibilità. Insomma un altro mezzo pasticcio che per fortuna tutti dimenticheranno presto.