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Toglietemi tutto
meno il low cost

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C'è la crisi, i posti di lavoro scendono, le aziende tagliano i costi. Risparmiare è come manna dal cielo. Su qualunque prodotto e quindi anche sull'automobile. In quest'ultimo caso non è solo da oggi perché la ricerca del prezzo di listino più basso è stata da sempre una delle occupazioni primarie degli acquirenti di automobili. Ma oggi c'è l'auto low cost e la quadratura del cerchio sembra assicurata. Almeno secondo gli esperti. Perché è questo che indicano gli ultimi dati dell'associazione di categoria (AssoLowcost). Vediamoli. Quest'anno le vendite di auto a basso costo di qualità aumenteranno tra il 6% e l'8% e questo dopo che il fatturato del settore ha già raggiunto nel 2009 il 4,45% del Pil. In Italia nel 2009, in un mercato sostanzialmente stazionario, le vendite di vetture low cost sono aumentate del 150%.

Numeri fenomenali che relegano al listino e soltanto al listino "l'affare automobile"…
C'è la crisi, i posti di lavoro scendono, le aziende tagliano i costi. Risparmiare è come manna dal cielo. Su qualunque prodotto e quindi anche sull'automobile. In quest'ultimo caso non è solo da oggi perché la ricerca del prezzo di listino più basso è stata da sempre una delle occupazioni primarie degli acquirenti di automobili. Ma oggi c'è l'auto low cost e la quadratura del cerchio sembra assicurata. Almeno secondo gli esperti. Perché è questo che indicano gli ultimi dati dell'associazione di categoria (AssoLowcost). Vediamoli. Quest'anno le vendite di auto a basso costo di qualità aumenteranno tra il 6% e l'8% e questo dopo che il fatturato del settore ha già raggiunto nel 2009 il 4,45% del Pil. In Italia nel 2009, in un mercato sostanzialmente stazionario, le vendite di vetture low cost sono aumentate del 150%.

Numeri fenomenali che relegano al listino e soltanto al listino "l'affare automobile". Difficile, come detto e visti i tempi, pensare il contrario. E poi anche stavolta vengono in soccorso i numeri. Secondo un'indagine di Findomestic emerge, tra l'altro, che per ottenere consistenti diminuzioni di prezzo, il 58% degli italiani sono disponibili a rinunciare a immagine e prestigio, il 51% a strumenti di navigazione e comunicazione, il 44% ai servizi al momento della vendita, il 36% a eleganza e design, ma decisamente pochi sono disponibili a rinunciare a robustezza ed affidabilità (5%), sicurezza attiva e passiva (5%), tenuta di strada e agilità di manovra (6%), gradimento e piacere di guida (8%) e tutela dell'ambiente (8%). Insomma, il listino è tutto. Per tenerlo basso si può rinunciare a moltissimo. E statene certi i costruttori si adegueranno al più presto. È proprio vero: l'auto sta cambiando in fretta.