Gli anniversari spesso si riducono alle solite celebrazioni. Con la mente al passato nel ricordo dei "bei tempi". Poteva essere così anche per i cent'anni dell'Alfa Romeo. Il rischio era molto alto e la stessa Alfa, almeno all'inizio, non sembrava puntare molto su questa scadenza. Poi, complice la nuova Giulietta, il rilancio di Marchionne sul marchio e la forza crescente degli alfisti con i loro club, e l'avvenimento è cresciuto al punto da bloccare Milano per un intero week end.
Sono arrivate auto da tutta Europa, vecchie Giulie e Giuliette, modelli restaurati più o meno bene insieme alle ultime fiammanti novità. Erano oltre tremila. Un successo notevole ma la vera sorpresa è stata un'altra: la scoperta che l'80 per cento degli equipaggi erano stranieri, arrivati dall'Inghilterra, dalla Germania, dalla Francia. Si sono visti sfilare persino alcuni modelli appartenenti a un Club Alfa Romeo Serbia. Un miscuglio di lingue con l'italiano in netta minoranza. Il presidente della Fiera, Michele Perini ha commentato che "è la dimostrazione che Milano può ospitare un importante salone dell'auto. C'è tanta gente che ha ancora nel cuore l'auto made in Italy".
Potrebbe anche essere così, con buona pace per il Motor Show di Bologna, ma c'è indubbiamente dell'altro. Un messaggio diretto proprio a Marchionne che recita più o meno in questo modo: "Rilanciare l'Alfa, adesso o mai più". E non solo come auto italiana in Italia ma come eccellenza italiana nel mondo. Qualcuno dovrà pur riflettere sul fatto che l'80 per cento degli equipaggi venuti a festeggiare i 100 anni dell'Alfa provenivano dall'estero. Dovrà pur cominciare a pensare che è tempo di tornare in quei luoghi con i nuovi modelli perché la forza del marchio è ancora fortissima. Sarà possibile? Marchionne l'ha promesso e la sua promessa vale molto più di quelle del passato ma quante ne hanno sentite di promesse gli alfisti? Decenni di promesse (quasi sempre non mantenute) che però non hanno mai fatto smuovere di un millimetro le loro certezze. Le loro passioni per questo marchio sono a prova di tutto. O quasi. Stavolta si meritano davvero l'America.
Sono arrivate auto da tutta Europa, vecchie Giulie e Giuliette, modelli restaurati più o meno bene insieme alle ultime fiammanti novità. Erano oltre tremila. Un successo notevole ma la vera sorpresa è stata un'altra: la scoperta che l'80 per cento degli equipaggi erano stranieri, arrivati dall'Inghilterra, dalla Germania, dalla Francia. Si sono visti sfilare persino alcuni modelli appartenenti a un Club Alfa Romeo Serbia. Un miscuglio di lingue con l'italiano in netta minoranza. Il presidente della Fiera, Michele Perini ha commentato che "è la dimostrazione che Milano può ospitare un importante salone dell'auto. C'è tanta gente che ha ancora nel cuore l'auto made in Italy".
Potrebbe anche essere così, con buona pace per il Motor Show di Bologna, ma c'è indubbiamente dell'altro. Un messaggio diretto proprio a Marchionne che recita più o meno in questo modo: "Rilanciare l'Alfa, adesso o mai più". E non solo come auto italiana in Italia ma come eccellenza italiana nel mondo. Qualcuno dovrà pur riflettere sul fatto che l'80 per cento degli equipaggi venuti a festeggiare i 100 anni dell'Alfa provenivano dall'estero. Dovrà pur cominciare a pensare che è tempo di tornare in quei luoghi con i nuovi modelli perché la forza del marchio è ancora fortissima. Sarà possibile? Marchionne l'ha promesso e la sua promessa vale molto più di quelle del passato ma quante ne hanno sentite di promesse gli alfisti? Decenni di promesse (quasi sempre non mantenute) che però non hanno mai fatto smuovere di un millimetro le loro certezze. Le loro passioni per questo marchio sono a prova di tutto. O quasi. Stavolta si meritano davvero l'America.