L'unico argomento interessante che è nato intorno alla confusa idea di introdurre pedaggi autostradali sul grande raccordo anulare di Roma e su altri tratti finora gratuiti (tra cui la Roma-Fiumicino e la Salerno-Reggio Calabria) è quello dei tele pagamenti. Il sistema, stando alle prime ipotesi potrebbe basarsi su una sorta di telepass oppure sull'utilizzo di telecamere che rilevino la presenza di bollini prepagati sul modello delle autostrade svizzere. Naturalmente ci sarà bisogno ancora di tempo per chiarire bene il funzionamento di questo "pagamento senza barriere" ma se ciò fosse veramente possibile sarebbe il caso di destinare questa "felice" applicazione delle nuove tecnologie per i tratti già esistenti e normalmente intasati proprio ai caselli.
Tutti parlano di sprechi ma nessuno si ferma a quantificare quanto carburante viene buttato via e altrettanta CO2 emessa nell'atmosfera durante le lunghe file alle barriere autostradali. Non sarebbe meglio eliminare quegli ingorghi, rendendo la vita più semplice a decine di migliaia di automobilisti piuttosto che introdurre nuovi balzelli per tratti di strada fino ad oggi gratuiti? I caselli esistenti, soprattutto in certi tratti e periodi, sono spesso un vero inferno per gli automobilisti, la maggior parte dei quali pagano ancora il pedaggio in contanti. Avrebbe addirittura ragione il vice ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Roberto Castelli, che recentemente ha fatto notare che sulla questione tariffaria esiste in Italia "un arretramento culturale e che il Paese non potrà andare avanti se non passa il principio che gli utenti devono pagare per il servizio di cui godono". Il problema è che gli automobilisti non godono affatto di quel servizio che la maggior parte delle volta si trasforma in disservizio.
Tutti parlano di sprechi ma nessuno si ferma a quantificare quanto carburante viene buttato via e altrettanta CO2 emessa nell'atmosfera durante le lunghe file alle barriere autostradali. Non sarebbe meglio eliminare quegli ingorghi, rendendo la vita più semplice a decine di migliaia di automobilisti piuttosto che introdurre nuovi balzelli per tratti di strada fino ad oggi gratuiti? I caselli esistenti, soprattutto in certi tratti e periodi, sono spesso un vero inferno per gli automobilisti, la maggior parte dei quali pagano ancora il pedaggio in contanti. Avrebbe addirittura ragione il vice ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Roberto Castelli, che recentemente ha fatto notare che sulla questione tariffaria esiste in Italia "un arretramento culturale e che il Paese non potrà andare avanti se non passa il principio che gli utenti devono pagare per il servizio di cui godono". Il problema è che gli automobilisti non godono affatto di quel servizio che la maggior parte delle volta si trasforma in disservizio.