Non manca molto all'arrivo dell'auto elettrica. I primi prototipi cominciano già a circolare in alcune città europee, Italia compresa, ma sono in pochi a sapere davvero di cosa si tratta. Insomma, se ne parla molto ma se ne sa poco.
A guardare i numerosi sondaggi di questi giorni si apprende però che una grandissima parte di italiani sarebbe disposta a farne uso. Verità? Bugie al servizio del marketing? Tutto dipende naturalmente da come vengono posto le domande. Se chiedete a una persona quale preferisce fra un'auto che non consuma nulla e non inquina e una che fa 10 chilometri con un litro, vi sentirete rispondere che sicuramente preferisce la prima. Il problema è che quell'auto che non consuma nulla ed emette zero emissioni non esiste e se un giorno dovesse arrivare difficilmente sarà un'auto elettrica.
Confusione tecnica e miopia legislativa. Le prime auto con la spina che sbarcheranno sul nostro mercato troveranno sulla loro strada parecchie difficoltà. Almeno all'inizio (sperando che sia solo all'inizio) sarà molto difficoltoso fare rifornimento di energia a meno che uno non abbia un garage privato dove lasciare l'auto a ricaricare durante la notte. In caso contrario dovrà letteralmente arrangiarsi alla ricerca delle pochissime colonnine disponibili. I costi? Se ne sa poco. Si parla di tariffe agevolate ma di conti veri e propri non ne parla nessuno. Così come nessuno spiega che per produrre la corrente che attualmente usiamo (almeno in Italia) si paga un prezzo all'ambiente non certo indifferente. E ancora, quanto costerà smaltire le pile delle future automobili? E soprattutto sarà possibile farlo senza arrecare danni irreparabili? E infine, quali sono i veri prezzi di listino di queste automobili? Si potranno comprare o solo prendere in leasing?
Sono questi gli interrogativi a cui bisognerebbe rispondere in fretta invece di pensare a inutili sondaggi. Sarebbe ora di fare chiarezza su una fetta del futuro dell'auto di cui oggi molti parlano e pochi sanno.
A guardare i numerosi sondaggi di questi giorni si apprende però che una grandissima parte di italiani sarebbe disposta a farne uso. Verità? Bugie al servizio del marketing? Tutto dipende naturalmente da come vengono posto le domande. Se chiedete a una persona quale preferisce fra un'auto che non consuma nulla e non inquina e una che fa 10 chilometri con un litro, vi sentirete rispondere che sicuramente preferisce la prima. Il problema è che quell'auto che non consuma nulla ed emette zero emissioni non esiste e se un giorno dovesse arrivare difficilmente sarà un'auto elettrica.
Confusione tecnica e miopia legislativa. Le prime auto con la spina che sbarcheranno sul nostro mercato troveranno sulla loro strada parecchie difficoltà. Almeno all'inizio (sperando che sia solo all'inizio) sarà molto difficoltoso fare rifornimento di energia a meno che uno non abbia un garage privato dove lasciare l'auto a ricaricare durante la notte. In caso contrario dovrà letteralmente arrangiarsi alla ricerca delle pochissime colonnine disponibili. I costi? Se ne sa poco. Si parla di tariffe agevolate ma di conti veri e propri non ne parla nessuno. Così come nessuno spiega che per produrre la corrente che attualmente usiamo (almeno in Italia) si paga un prezzo all'ambiente non certo indifferente. E ancora, quanto costerà smaltire le pile delle future automobili? E soprattutto sarà possibile farlo senza arrecare danni irreparabili? E infine, quali sono i veri prezzi di listino di queste automobili? Si potranno comprare o solo prendere in leasing?
Sono questi gli interrogativi a cui bisognerebbe rispondere in fretta invece di pensare a inutili sondaggi. Sarebbe ora di fare chiarezza su una fetta del futuro dell'auto di cui oggi molti parlano e pochi sanno.