Dopo il rinvio della Nissan arriva anche quello della Hyundai. Per l'auto elettrica in Italia, la strada si presenta davvero in salita. Cominciamo dalla casa giapponese. La sua Leaf, prima familiare completamente a batterie, è prontra per la vendita. A novembre sarà possibile acquistarla in Giappone e negli Stati Uniti dove nel giro di pochi giorni sono arrivate addirittura 20 mila prenotazioni. Dall'inizio del nuovo anno la Leaf sbarcherà anche in Europa. Si comincerà da Portogallo, Regno Unito, Repubblica d'Irlanda e Paesi Bassi. Poi negli altri paesi con l'Italia come fanalino di coda.
La ragione? Semplice. Secondo gli uomini del marketing della casa giapponese nel nostro paese non ci sono ancora le condizioni migliori per il lancio di un veicolo elettrico. Che significa, niente incentivi, poche infrastrutture (colonnine di ricarica) e nessun vantaggio nell'uso del mezzo (come assenza di pedaggio per l'entrata nel centro storico oppure uso gratuito dei parcheggi con la fascia blu. Meglio, dunque, aspettare tempi migliori.
Più o meno le stesse considerazioni le hanno fatto i coreani della Hyundai. Anche la loro auto elettrica è pronta ma l'Italia non rientra, per il momento, nei loro programmi. I motivi sono gli stessi. Lo ha detto il vice presidente di Hyundai Motor Company Italy, Romano Valente, durante la presentazione della monovolume ix20 oggi a Milano. "Sul motore elettrico - ha detto il dirigente della filiale italiana - il passo è stato fatto, e anche decisivo, perché la nostra vettura elettrica è stata presentata ufficialmente nel mese di settembre e subito dopo al G20 a Seul ai ministri dell'Economia. Tecnicamente - precisa il manager - l'oggetto è pronto, ma c'è riluttanza a pensare a commercializzare il veicolo in Europa, e in particolare in Italia, perché mancano le infrastrutture".
Sono due indizi di una situazione che per l'Italia rischia di diventare addirittura punitiva. Una situazione che andrebbe chiarita e corretta molto velocemente. Naturalmente se si vuole giocare la partita dell'auto elettrica.
La ragione? Semplice. Secondo gli uomini del marketing della casa giapponese nel nostro paese non ci sono ancora le condizioni migliori per il lancio di un veicolo elettrico. Che significa, niente incentivi, poche infrastrutture (colonnine di ricarica) e nessun vantaggio nell'uso del mezzo (come assenza di pedaggio per l'entrata nel centro storico oppure uso gratuito dei parcheggi con la fascia blu. Meglio, dunque, aspettare tempi migliori.
Più o meno le stesse considerazioni le hanno fatto i coreani della Hyundai. Anche la loro auto elettrica è pronta ma l'Italia non rientra, per il momento, nei loro programmi. I motivi sono gli stessi. Lo ha detto il vice presidente di Hyundai Motor Company Italy, Romano Valente, durante la presentazione della monovolume ix20 oggi a Milano. "Sul motore elettrico - ha detto il dirigente della filiale italiana - il passo è stato fatto, e anche decisivo, perché la nostra vettura elettrica è stata presentata ufficialmente nel mese di settembre e subito dopo al G20 a Seul ai ministri dell'Economia. Tecnicamente - precisa il manager - l'oggetto è pronto, ma c'è riluttanza a pensare a commercializzare il veicolo in Europa, e in particolare in Italia, perché mancano le infrastrutture".
Sono due indizi di una situazione che per l'Italia rischia di diventare addirittura punitiva. Una situazione che andrebbe chiarita e corretta molto velocemente. Naturalmente se si vuole giocare la partita dell'auto elettrica.