Prima o poi doveva accadere perché nulla continua all'infinito. Nemmeno se riguarda l'incredibile Cina, la cura di tutti i mali industriali, la terra della crescita continua, dello sviluppo a doppie cifre. Ebbene stavolta proprio in Cina è stata registrata la prima battuta d'arresto del mercato dell'auto. Dopo due anni di inarrestabile escalation che ha fatto la fortuna di quei marchi che in tempi non sospetrti hanno puntato proprio sull'economia della Grande Muraglia.
Niente di grave perché si tratta di un piccolissimo meno 0,25 per cento rispetto allo stesso mese di un anno fa (-15,12% su marzo) a quota 1,55 milioni di veicoli. Ma è pur sempre un dato, che secondo gli analisti, evidenzia una tendenza al raffreddamento della crescita del settore.
I dati diffusi dalla china association of automobile manufacturers rappresentano il primo segno negativo tendenziale da gennaio 2009 quando le immatricolazioni in cina segnarono un -14,35% a 735.500 veicoli in coincidenza con l'impatto della crisi finanziaria. La crescita delle vendite di auto ha iniziato a rallentare a metà del 2010 quando è stato avviato il ritiro delle misure di incentivazione varate per fronteggiare la crisi.
Il governo cinese ha infatti alzato le imposte sull'acquisto di auto private al 10% mentre alcune città, Pechino in testa, hanno iniziato a contingentare il numero delle targhe per arginare l'inquinamento e le congestioni del traffico.
Nel primo quadrimestre del 2011 le vendite di auto sono aumentate complessivamente del 5,95% a 6,53 milioni di veicoli, una decisa frenata rispetto al +32% segnato nell'intero 2010. Insomma, quando si parla di tasse che aumentano o incentivi che spariscono va a finire sempre nello stesso modo. E non c'è Cina che tiene....
Niente di grave perché si tratta di un piccolissimo meno 0,25 per cento rispetto allo stesso mese di un anno fa (-15,12% su marzo) a quota 1,55 milioni di veicoli. Ma è pur sempre un dato, che secondo gli analisti, evidenzia una tendenza al raffreddamento della crescita del settore.
I dati diffusi dalla china association of automobile manufacturers rappresentano il primo segno negativo tendenziale da gennaio 2009 quando le immatricolazioni in cina segnarono un -14,35% a 735.500 veicoli in coincidenza con l'impatto della crisi finanziaria. La crescita delle vendite di auto ha iniziato a rallentare a metà del 2010 quando è stato avviato il ritiro delle misure di incentivazione varate per fronteggiare la crisi.
Il governo cinese ha infatti alzato le imposte sull'acquisto di auto private al 10% mentre alcune città, Pechino in testa, hanno iniziato a contingentare il numero delle targhe per arginare l'inquinamento e le congestioni del traffico.
Nel primo quadrimestre del 2011 le vendite di auto sono aumentate complessivamente del 5,95% a 6,53 milioni di veicoli, una decisa frenata rispetto al +32% segnato nell'intero 2010. Insomma, quando si parla di tasse che aumentano o incentivi che spariscono va a finire sempre nello stesso modo. E non c'è Cina che tiene....