La crisi rilancia il low cost. Non solo quello dei viaggi in aereo ma anche quello dei prodotti. Cifre alla mano, si scopre infatti che gli italiani stanno cominciando a difendersi dalla recessione proprio in questo modo. E le cifre arrivano dal quarto rapporto annuale di AssoLowcost, l’associazione delle imprese che, grazie a una razionalizzazione dei processi produttivi, riesce a offrire beni di consumo con un più elevato rapporto prezzo-qualità. Il bilancio è di quelli che non siamo più abituati a vedere: incremento del 7,43% rispetto al 2010, per un valore che supera gli 82 miliardi con una crescita 2012prevista tra il5%eil 7%.
A crescere maggiormente sono i settori alimentari (16%), assicurazioni (19%), auto (15%), servizi finanziari (+7%), outlet (27%) e sanità (70%). Secondo il rapporto, il 63% degli italiani spende meno per abiti, il 57% per intrattenimento e pasti fuori casa, il 47% per vacanze, il 44% usa meno l’auto. E proprio per quanto riguarda l’auto basta vedere il successo di una marca come Dacia di proprietà Renault, migliore interprete della filosofia low cost applicata al mondo delle quattro ruote.
I numeri, ancora una volta, forniscono l’esatto peso del fenomeno: lo scorso anno in un mercato in calo del 15%, la Dacia (ora nella top 20 dei marchi più venduti) è cresciuta del 15,3%, conquistando una quota di mercato dell'1,5%(+0,34punti rispetto al 2010). Il merito? Una gamma completa, dalla berlina al Suv fino alla monovolume a sette posti Lodgy e all’ultima multispazio Dokker. Otto modelli in pochi anni, tutti affidabili e di qualità ma con listini inferiori anche del 30% rispetto alla concorrenza. Dunque, al momento, anche per quanto riguarda l’auto, la scelta low cost resta una delle migliori risposte alla crisi.
A crescere maggiormente sono i settori alimentari (16%), assicurazioni (19%), auto (15%), servizi finanziari (+7%), outlet (27%) e sanità (70%). Secondo il rapporto, il 63% degli italiani spende meno per abiti, il 57% per intrattenimento e pasti fuori casa, il 47% per vacanze, il 44% usa meno l’auto. E proprio per quanto riguarda l’auto basta vedere il successo di una marca come Dacia di proprietà Renault, migliore interprete della filosofia low cost applicata al mondo delle quattro ruote.
I numeri, ancora una volta, forniscono l’esatto peso del fenomeno: lo scorso anno in un mercato in calo del 15%, la Dacia (ora nella top 20 dei marchi più venduti) è cresciuta del 15,3%, conquistando una quota di mercato dell'1,5%(+0,34punti rispetto al 2010). Il merito? Una gamma completa, dalla berlina al Suv fino alla monovolume a sette posti Lodgy e all’ultima multispazio Dokker. Otto modelli in pochi anni, tutti affidabili e di qualità ma con listini inferiori anche del 30% rispetto alla concorrenza. Dunque, al momento, anche per quanto riguarda l’auto, la scelta low cost resta una delle migliori risposte alla crisi.