Anche Sergio Marchionne esce allo scoperto sul Dieselgate Volkswagen. Ne parla a New York, il giorno della quotazione a Wall Street della Ferrari. Poche parole ma che scuotono un settore ancora sotto choc per lo scandalo delle centraline truccate dal colosso tedesco. Il numero 1 di Fca dice che «La storia di Volkswagen non se l'aspettava nessuno. Andrà a cambiare la dinamica del mercato, cambieranno tantissime cose nell'auto dal punto di vista delle regole» e che «sta cambiando l'atteggiamento delle parti sociali. E' un momento strano». E soprattutto aggiunge che continuerà «a lavorare per cercare di preservare Fiat Chrysler e far in modo di posizionarla nel modo migliore». Questo, infatti, è il punto cruciale. Un concetto che il manager aveva da poco spiegato in un’intervista all’emittente televisiva Cnbc dove sosteneva che «nel settore automobilistico globale ci saranno sicuramente ulteriori operazioni di consolidamento e Fiat Chrysler Automobiles potrà essere protagonista». Probabilmente non andrà più in cerca della mano di Mary Barra, ad della GM dato che lui stesso ha ammesso di non avere avuto buoni riscontri. Ma il mondo è grande e le opportunità pure. Voltare la testa dalle parti dell’impero (ora un po’ meno) Volkswagen potrebbe essere un bel colpo di scena. E Marchionne ci ha abituato da tempo che sull’argomento non conosce rivali.