Il caso del giorno

Eolico, i colossi dell'energia
a caccia dei mega-appalti inglesi

1 minuti di lettura
Lungo le coste italiane (con l'eccezione della Puglia) avrebbe poco senso. Ma in Inghilterra, dove il vento soffia con forza e regolarità, è molto più conveniente. È per questo motivo che il governo del premier Gordon Brown ha avviato un piano da 100 miliardi di sterline (110 miliardi di euro) per la realizzazione del più vasto programma di investimento sull'energia eolica del mondo. Oggi Londra ha concesso le prime licenze per gli impianti off-shore, che sono andate a sedici società, tra cui i colossi del settore energia in Europa.

Il progetto è ambizioso: creare 70mila posti di lavoro entro il 2020. E oggi Londra ha autorizzato le licenze per nove consorzi che realizzeranno fino a 32mila megawatt di potenza installata, a fronte dei 700 fino a ora installati. Nella lista dei partecipanti ci sono tutti i big del settore: dai tedeschi di Rwe alla spagnola Iberdrola, dalla svedese Vattenfall, alla portoghese Edp, dall'industria di stato norvegese Statoil agli inglesi di Centrica. C'è poi il caso di Siemens: la multinazionale tedesca ha il 50% del consorzio che costruirà una centrale off shore al largo dell'estuario del Tamigi, destinata a diventare la più grande mai realizzata al mondo, con una potenza da 4mila megawatt.

L'energia eolica, del resto, sta conoscendo uno sviluppo senza precedenti nei paesi del nord Europa: di pochi giorni fa è l'annuncio di nove paesi dell'Unione europea che si affacciano sul Mare del Nord che intendono realizzare un grande parco off shore che avrà un costo complessivo di 30 miliardi di euro. I paesi coinvolti sono Germania, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Belgio, Paesi bassi, Lussemburgo, Norvegia e Danimarca.