Il caso del giorno

Banche, 2010 pieno di incognite
dopo l'allarme utili di SocGen

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Giornata contrastata per il settore bancario a Piazza Affari, dopo il profit warning di Société Générale sugli utili del quarto trimestre che ha gettato un'ombra di cautela su tutti i titoli del comparto. L'allarme utili di oggi ha rinfocolato le perplessità sul livello di accantonamenti che gli impieghi consiglieranno di effettuare nell'ultima parte del 2009 (con qualche ombra di cautela anche per l'anno prossimo): è noto infatti che le magagne del ciclo economico si riflettono sui bilanci bancari dopo 12-18 mesi e il conto potrebbe non essere ancora stato saldato completamente, anzi.

A fine giornata, il Banco Popolare ha chiuso invariato, mentre Mps ha perso lo 0,46% e Unicredit, sotto aumento di capitale, ha ceduto lo 0,76%; al contrario, Bpm ha guadagnato l'1,8% e Ubi l'1,55% mentre Intesa Sanpaolo si è fermata a più 0,95% e il Credito Emiliano ha perso oltre il 2%. Proprio l'istituto di Reggio Emilia, a due giorni dalla presentazione del piano industriale, si è visto confermare da parte di Deutsche bank la raccomandazione di investimento (mantenere) mentre il target price è leggermente migliorato, da 5 a 5,2 euro.

L'istituto tedesco ha dedicato un report specifico alle banche italiane, intitolato significativamente: "2010, un anno selettivo". L'idea migliore di investimento, secondo il report, è Intesa, su cui Db ha confermato un target di prezzo pari a 4 euro e un giudizio di "Buy", comprare. Conferme anche per Unicredit, a 3,1 euro e pure in questo caso "Buy", mentre Mps ha un prezzo obiettivo di 1,4 e una raccomandazione di "tenere".

Sul versante opposto il Banco Popolare, su cui il target price è stato portato da 8,5 a 7,8 euro, ma con una raccomandazione di "Buy" sul titolo. In generale, il report considera due incognite come cruciali: un possibile andamento peggiore del previsto del quadro economico generale e, come fattore propositivo, un rialzo prima delle attese dei tassi di interesse.

Il Crédit Suisse invece, parlando in generale di tutto il settore bancario internazionale, si aspetta un anno riflessivo nonostante la partenza spumeggiante e ha confermato, in uno studio sempre di ieri, la raccomandazione di sottopesare il settore già presa nel novembre scorso. Unico sprazzo di ottimismo, un forte primo trimestre dell'anno grazie ad un cliclo benevolo e al riposizionamento degli investitori dopo le vendite del quarto trimestre.