MILANO - Parmalat spumeggiante in Borsa, miglior titolo del Ftse Mib con un rialzo del 3,38% tra scambi molto intensi (23 milioni di pezzi passati di mano contro una media nell’ultimo mese inferiore ai 10 milioni di azioni). Molti analisti parlano di rimbalzo tecnico, dopo qualche giornata particolarmente fiacca come conseguenza del nervosismo relativo alle vicende venezuelane. Il paese - in cui Parmalat ha molti interessi - ha annunciato infatti l’intenzione di svalutare la propria moneta rispetto al dollaro e questo ha innescato un’ondata di vendite su Parmalat, nonostante fonti vicine alla società abbiano comunicato il mantenimento dei target precedentemente indicati. Inoltre nei giorni scorsi c’era stato il report di Nomura, che ha tagliato il rating da "neutral" a "reduce" e il target price da 1,87 a 1,8 euro. Gli analisti infatti vedono per Parmalat una serie di rischi nell’anno in corso, soprattutto per l'incremento del prezzo del latte alla stalla in paesi come l'Italia e l'Australia, molto importanti per il gruppo, oltre ovviamente alla scelta di svalutare del Venezuela.
Oggi, quindi, la reazione in positivo del mercato sarebbe più che altro una mossa tecnica, dopo i cali immediatamente precedenti; gli operatori sottolineano anche l’effetto-trascinamento, in positivo, della battaglia societaria nell'alimentare che si sta sviluppando intorno a Cadbury. Più generica, ma presente, anche la possibilità che Parmalat si sviluppi, con acquisizioni o con un proprio brand, nel settore del cibo per l’infanzia: un’ipotesi definita, da ambienti vicini al gruppo, solo una delle possibilità in futuro e non in grado di spiegare il rimbalzo odierno.
Il gruppo di Collecchio nell’ultimo mese ha perso circa il 2,5% mentre a sei mesi è in rialzo del 14% e negli ultimi dodici guadagna nettamente, il 64%.
Oggi, quindi, la reazione in positivo del mercato sarebbe più che altro una mossa tecnica, dopo i cali immediatamente precedenti; gli operatori sottolineano anche l’effetto-trascinamento, in positivo, della battaglia societaria nell'alimentare che si sta sviluppando intorno a Cadbury. Più generica, ma presente, anche la possibilità che Parmalat si sviluppi, con acquisizioni o con un proprio brand, nel settore del cibo per l’infanzia: un’ipotesi definita, da ambienti vicini al gruppo, solo una delle possibilità in futuro e non in grado di spiegare il rimbalzo odierno.
Il gruppo di Collecchio nell’ultimo mese ha perso circa il 2,5% mentre a sei mesi è in rialzo del 14% e negli ultimi dodici guadagna nettamente, il 64%.