Il caso del giorno

Per l'Eni riserve in Uganda
e distributori in Austria

1 minuti di lettura
MILANO - Eni fa un passo decisivo verso l'acquisizione di riserve petrolifere in Uganda, per cui si è già impegnata a investire 1,5 miliardi. Ieri il ministro dell'energia Hillary Onek ha detto in una conferenza stampa che il suo governo sosterrà l'offerta italiana, messa a repentaglio da un tentativo in extremis di Tullow Oil, partner di Heritage nella società e che rivendica il suo diritto di prelazione. "L'Uganda bloccherà i tentativi del gruppo britannico Tullow Oil di acquisire gli asset della Heritage Oil, operazione che gli darebbe il controllo su tutte le riserve accertate del paese - ha detto il politico del paese africano -. Il governo ha il diritto di dire sì o no a qualsiasi accordo, non abbiamo ancora posto il nostro veto ma il nostro orientamento è molto chiaro: non consentiremo un processo che porterà al monopolio e per questo sosteniamo la transazione tra Heritage ed Eni". A questo punto, sembrano valere poco le parole di un portavoce del gruppo britannico: "Abbiamo già chiarito che il monopolio non ci interessa, e stiamo cercando di portare nella joint venture un socio serio e credibile".

Tullow Oil e Heritage controllano la grande maggioranza delle riserve di idrocarburi accertate dell'Uganda, in una società controllata pariteticamente. Heritage ha annunciato l'intenzione di vendere il suo 50%, e a fine novembre 2009 ha sottoscritto un impegno con gli italiani per cederla, in cambio di 1,5 miliardi di dollari. Poi Tullow ha reclamato il suo diritto di prelazione e la faccenda è diventata politica. Eni è tra i maggiori operatori energetici in Africa, continente dove ha puntato molto la gestione dell'ad Paolo Scaroni. In una seduta negativa per i listini, Eni ha perso l'1,33%.

In attesa di chiudere questo dossier (lunedì si svolgerà l'assemblea degli azionisti della società in vendita, e fino ad allora sono possibili rilanci) Eni ha raggiunto un accordo per comprare azioni di Mobil Oil Austria ed Esso Austria. Il loro patrimonio è una rete distributiva da 135 stazioni di servizio, le attività extrarete, le attività commerciali negli aeroporti di Vienna e Linz, la collaborazione societaria nel deposito di Salisburgo.