Il caso del giorno

I Malacalza fanno brillare Prysmian

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MILANO - In una seduta grigia a Piazza Affari, Prysmian è finita sotto i riflettori, in vista dell’ingresso della famiglia Malacalza nell’azionariato. Oggi le azioni dell’ex gruppo dei cavi di Pirelli hanno guadagnato l'1% a 12,99 euro.

L'11 gennaio era scaduto il vincolo a cedere il pacchetto detenuto dai fondi di Goldman Sachs, primo socio di Prysmian con il 16,8% del capitale. Lo scorso novembre il private equity della banca americana aveva collocato sul mercato una fetta numerosa di azioni (il 14% del totale), con l’effetto indiretto di far vacillare le quotazioni della società produttrice di cavi. Così da giorni gli operatori di Borsa guardano con diffidenza a questa vicenda, temendo un nuovo classamento di Goldman sul mercato.

Invece, secondo fonti finanziarie, la famiglia Malacalza sarebbe interessata a rilevare l’intero 16,8% (pari a circa 400 milioni di euro di controvalore) per diventare un socio stabile del gruppo che in precedenza era di Pirelli. Per una singolare coincidenza, proprio lo scorso giugno i Malacalza erano diventati soci di Camfin, la holding che controlla il 26,2% di Pirelli, ovvero lo stesso ceppo industriale da cui è nata Prysmian. La famiglia di imprenditori che ha preso casa a Genova ha inoltre dimestichezza con l’industria dei cavi e dell'energia, dato che anni fa ha rilevato da Ansaldo la Asg Superconductors, società specializzata nella produzione di magneti per il nucleare e apparecchi per la fisica dell’alto voltaggio.

Detto questo, chi aveva sognato per il gruppo guidato da Valerio Battista un futuro come public company, potrebbe essere costretto a rivedere i suoi piani. Goldman, che nel 2003 aveva rilevato l’azienda da Marco Tronchetti Provera, prima l’ha collocata in Borsa nel 2007, poi ha venduto un pacchetto del 10% alla rivale dei cavi Tahian, infine starebbe trattando la cessione dell’ultima quota ai Malacalza. Ma con due soci forti e di questo calibro, sarà difficile che il management della società possa godere della stessa autonomia degli amministratori di società a controllo diffuso (ad esempio, Parmalat). Intanto, in attesa di novità, Banca Akros commentava positivamente la notizia dell'arrivo dei Malacalza, confermando il suo giudizio buy (acquistare) sul titolo con un prezzo obiettivo di 14,8 euro; stessa raccomandazione ma con un target di 14,5 euro da parte dell’ufficio studi di Mediobanca.