I consigli di Merril Lynch
azioni, paesi emergenti, oro
di VITTORIA PULEDDA
MILANO -Le azioni meglio delle obbligazioni; i paesi emergenti (Brasile, Russia, India e Cina) piuttosto che la Vecchia Europa; tra le azioni, meglio i titoli ciclici; e per le materie prime vincono i metalli preziosi (l’oro potrebbe andare a quota 1.500 dollari l’oncia). E ancora: i bond corporate (ma investment grade) meglio dei titoli di Stato del G7 (perché da quelle parti i tassi di interesse sono destinati a salire e quindi i prezzi delle obbligazioni a scendere); alla larga, inoltre, dall’euro, che dovrebbe perdere terreno rispetto a tutte le principali valute (a fine dicembre 2010 la moneta unica dovrebbe valere 1,28 dollari contro gli 1,5 di un mese fa). Sono questi i "consigli per gli acquisti" di Merrill Lynch Wealth Management, presentati oggi a Milano, per l’anno che sarà.
Innanzitutto la crescita: gli scenari per il 2010 prevedono una ripresa non clamorosa ma abbastanza diffusa a livello mondiale. Il dato relativo al Pil int…
Innanzitutto la crescita: gli scenari per il 2010 prevedono una ripresa non clamorosa ma abbastanza diffusa a livello mondiale. Il dato relativo al Pil int…
MILANO -Le azioni meglio delle obbligazioni; i paesi emergenti (Brasile, Russia, India e Cina) piuttosto che la Vecchia Europa; tra le azioni, meglio i titoli ciclici; e per le materie prime vincono i metalli preziosi (l’oro potrebbe andare a quota 1.500 dollari l’oncia). E ancora: i bond corporate (ma investment grade) meglio dei titoli di Stato del G7 (perché da quelle parti i tassi di interesse sono destinati a salire e quindi i prezzi delle obbligazioni a scendere); alla larga, inoltre, dall’euro, che dovrebbe perdere terreno rispetto a tutte le principali valute (a fine dicembre 2010 la moneta unica dovrebbe valere 1,28 dollari contro gli 1,5 di un mese fa). Sono questi i "consigli per gli acquisti" di Merrill Lynch Wealth Management, presentati oggi a Milano, per l’anno che sarà.
Innanzitutto la crescita: gli scenari per il 2010 prevedono una ripresa non clamorosa ma abbastanza diffusa a livello mondiale. Il dato relativo al Pil internazionale segna un più 4,4% (e ancora un più 4,5% nel 2011) ma la percentuale scende al 2,2% per l’Eurozona e all’1,9% per l’Italia (su cui Merrill Lynch sembra avere comunque una visione più ottimista rispetto ai target governativi, che si fermano all’1%). Ben più impetuoso il tasso di crescita previsto per il Brasile (+5,1%) o per la Cina (+10,15) ma il problema dell’Eurozona e degli Stati Uniti sarà soprattutto la disoccupazione, prevista a livelli molto alti. Dunque, crescita senza lavoro e, nell’area euro, deciso aumento dei tassi di interesse, nella seconda metà dell’anno. Più in particolare, le previsioni sono per un primo aumento dei tassi in settembre, seguito probabilmente da una manovra analoga in novembre, tale per cui a fine anno la Bce dovrebbe portare il costo del denaro dall’1 al 2%. Verso la parte finale dell’anno dovrebbe muoversi al rialzo anche la Banca d’Inghilterra, mentre negli Usa non dovrebbero esserci aumenti dei tassi per tutto il 2010.
E l’Italia, come se la caverà? Bene a livello di crescita (relativamente parlando, rispetto alle stime di Ue, Ocse e dello stesso governo) con uno sviluppo trainato tutto dall’export (la più forte sotto questo profilo, nell’eurozona, sarà la Germania). Ma non facciamoci illusioni sul resto: "Non riesco a vedere i mercati guardare con favore ad un taglio delle tasse in Italia", ha spiegato oggi Bill O'Neill, portfolio strategist di Merrill Lynch,rispondendo alle domande dopo la presentazione dello studio. I problemi sono semmai di altro segno: riduzione della spesa, in un contesto contrario di crescita demografica e di un alto livello di indebitamento: non siamo certo né la Grecia né la Spagna, ma "i mercati continueranno a pagare un premio al rischio paese" per l'Italia, ha concluso O’Neill.
Innanzitutto la crescita: gli scenari per il 2010 prevedono una ripresa non clamorosa ma abbastanza diffusa a livello mondiale. Il dato relativo al Pil internazionale segna un più 4,4% (e ancora un più 4,5% nel 2011) ma la percentuale scende al 2,2% per l’Eurozona e all’1,9% per l’Italia (su cui Merrill Lynch sembra avere comunque una visione più ottimista rispetto ai target governativi, che si fermano all’1%). Ben più impetuoso il tasso di crescita previsto per il Brasile (+5,1%) o per la Cina (+10,15) ma il problema dell’Eurozona e degli Stati Uniti sarà soprattutto la disoccupazione, prevista a livelli molto alti. Dunque, crescita senza lavoro e, nell’area euro, deciso aumento dei tassi di interesse, nella seconda metà dell’anno. Più in particolare, le previsioni sono per un primo aumento dei tassi in settembre, seguito probabilmente da una manovra analoga in novembre, tale per cui a fine anno la Bce dovrebbe portare il costo del denaro dall’1 al 2%. Verso la parte finale dell’anno dovrebbe muoversi al rialzo anche la Banca d’Inghilterra, mentre negli Usa non dovrebbero esserci aumenti dei tassi per tutto il 2010.
E l’Italia, come se la caverà? Bene a livello di crescita (relativamente parlando, rispetto alle stime di Ue, Ocse e dello stesso governo) con uno sviluppo trainato tutto dall’export (la più forte sotto questo profilo, nell’eurozona, sarà la Germania). Ma non facciamoci illusioni sul resto: "Non riesco a vedere i mercati guardare con favore ad un taglio delle tasse in Italia", ha spiegato oggi Bill O'Neill, portfolio strategist di Merrill Lynch,rispondendo alle domande dopo la presentazione dello studio. I problemi sono semmai di altro segno: riduzione della spesa, in un contesto contrario di crescita demografica e di un alto livello di indebitamento: non siamo certo né la Grecia né la Spagna, ma "i mercati continueranno a pagare un premio al rischio paese" per l'Italia, ha concluso O’Neill.