MILANO - Dopo una debolezza lunga sette sedute (e costata un ribasso del 15% circa) il titolo Unicredit rimbalza e torna sopra quota 2 euro, un livello che manteneva dallo scorso luglio. La seduta borsistica milanese, favorevole un po' a tutti i comparti ma soprattutto a quello finanziario dopo l'uscita del lusinghiero dato sul Pil americano di ottobre-dicembre 2009, ha avuto nell'azione di Piazza Cordusio uno dei trascinatori. Il rialzo finale è del 3,96% a 2,02 euro, ma nel durante il guadagno è stato anche del 5% con volumi intensi.
Diverse sono le ragioni. C'è quella tecnica, per cui il titolo, ben sostenuto a gennaio (forse anche da mani "amiche" del potente consorzio di collocamento della ricapitalizzazione da 4 miliardi di euro terminata oggi), aveva perso circa 40 centesimi in poco più di una settimana, forse anche per arbitraggi tra il diritto dell'aumento e l'azione quotata. Poi c'è l'aspetto di scenario, con tutte le banche da giorni sotto pressione, per i timori di una regolazione penalizzante in Europa (i nuovi principi di Basilea saranno ufficialmente noti entro metà anno) e le iniziative della Casa Bianca in materia fiscale sul comparto.
Infine c'è un tema contabile, perchè analisti e investitori di Unicredit hanno già capito che nei conti del quarto trimestre 2009 non ci sarà troppo da festeggiare. Oggi però era il giorno del riscatto in Borsa, ed è stato anche favorito da dichiarazioni ottimistiche sulla possibilità che il gruppo distribuisca un dividendo sull'esercizio appena chiuso. "Il mercato se lo aspetta un dividendo", ha detto il vice amministratore delegato di Unicredit, Paolo Fiorentino, a margine di un convegno di Ernst & Young sul futuro dei rapporti banche-imprese.
Quanto alla ricapitalizzazione in chiusura, il banchiere ha aggiunto: "Siamo fiduciosi, sta andando bene". Poco prima Angelo Miglietta, il segretario generale della Fondazione Caritorino (che è tra i principali azionisti della banca guidata da Alessandro Profumo) allo stesso convegno aveva detto: "Per definizione noi ci aspettiamo di riuscire ad avere dalle nostre partecipate dei dividendi, perchè rappresentano l'alimentazione imprescindibile della nostra attività istituzionale. Mi sembra che ci siano degli orientamenti di mercato che vanno in questa direzione, ma spetta ovviamente al management la decisione sul dividendo Unicredit". L'ente, nel documento programmatico 2010, ha stimato un dividendo da Unicredit pari a 0,02-0,03 euro per azione, sulla base di stime di mercato dello scorso ottobre. Nell'esercizio 2008 Unicredit scelse di distribuire un dividendo in natura, azioni anzichè contanti.
Diverse sono le ragioni. C'è quella tecnica, per cui il titolo, ben sostenuto a gennaio (forse anche da mani "amiche" del potente consorzio di collocamento della ricapitalizzazione da 4 miliardi di euro terminata oggi), aveva perso circa 40 centesimi in poco più di una settimana, forse anche per arbitraggi tra il diritto dell'aumento e l'azione quotata. Poi c'è l'aspetto di scenario, con tutte le banche da giorni sotto pressione, per i timori di una regolazione penalizzante in Europa (i nuovi principi di Basilea saranno ufficialmente noti entro metà anno) e le iniziative della Casa Bianca in materia fiscale sul comparto.
Infine c'è un tema contabile, perchè analisti e investitori di Unicredit hanno già capito che nei conti del quarto trimestre 2009 non ci sarà troppo da festeggiare. Oggi però era il giorno del riscatto in Borsa, ed è stato anche favorito da dichiarazioni ottimistiche sulla possibilità che il gruppo distribuisca un dividendo sull'esercizio appena chiuso. "Il mercato se lo aspetta un dividendo", ha detto il vice amministratore delegato di Unicredit, Paolo Fiorentino, a margine di un convegno di Ernst & Young sul futuro dei rapporti banche-imprese.
Quanto alla ricapitalizzazione in chiusura, il banchiere ha aggiunto: "Siamo fiduciosi, sta andando bene". Poco prima Angelo Miglietta, il segretario generale della Fondazione Caritorino (che è tra i principali azionisti della banca guidata da Alessandro Profumo) allo stesso convegno aveva detto: "Per definizione noi ci aspettiamo di riuscire ad avere dalle nostre partecipate dei dividendi, perchè rappresentano l'alimentazione imprescindibile della nostra attività istituzionale. Mi sembra che ci siano degli orientamenti di mercato che vanno in questa direzione, ma spetta ovviamente al management la decisione sul dividendo Unicredit". L'ente, nel documento programmatico 2010, ha stimato un dividendo da Unicredit pari a 0,02-0,03 euro per azione, sulla base di stime di mercato dello scorso ottobre. Nell'esercizio 2008 Unicredit scelse di distribuire un dividendo in natura, azioni anzichè contanti.