Il caso del giorno

Tenaris soffre
con il prezzo del petrolio

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MILANO - Chiude in deciso calo ma lontano dai minimi di Borsa Tenaris. La società ha perso oggi il 2,6% (ma a metà giornata era giù del 5%) dopo che il giorno prima il quotidiano Il Sole 24 ore nella sua Lettera all’investitore ha ricordato i conti 2009 non brillanti con cui il gruppo si avvia a chiudere il bilancio. Infatti le previsioni sono di una riduzione del 30% dei ricavi e di un calo anche più sostenuto, meno 40%, dell’Ebitda, che si dovrebbe assestare a 2,3 miliardi (mentre i margini dovrebbero restare intorno al 28%). Non a caso Paolo Rocca, presidente e ceo del gruppo, ha dichiarato che "il 2010 si delinea ancora complesso in molte aree geografiche e su molti business, in particolare quelli connessi all’industria, mentre quelli indirizzati all’energia, che rappresentano il nostro core business, hanno già iniziato a manifestare sintomi di ripresa".

In effetti, secondo alcune interpretazioni quello di ieri non è stata una vera e propria sorpresa, un profit warning in piena regola, quanto piuttosto richiamare l’attenzione del mercato su un quadro non proprio favorevole per il gruppo e già tutto sommato conosciuto. Tanto che a metà giornata qualche analista ha cominciato a sottolineare che non ci sono vere brutte notizie e il titolo Tenaris è riuscito a risalire dai minimi, dimezzando le perdite. Ma la scommessa vera si gioca ora sul 2010. E lì le sorti del gruppo sono legate all’andamento del petrolio. Infatti nonostante il gruppo sia molto posizionato sul gas (e del resto anche quest’ultimo è legato come quotazioni al prezzo del petrolio), è l’oil il mercato principe di riferimento. Per tubi e tecnologie all’avanguardia come quelle usate da Tenaris (che si è specializzata nella fornitura di tubi premium per l’industria petrolifera e in "forniture globali alle compagnie petrolifere", come ha ricordato Rocca), infatti, occorre un prezzo del petrolio sostenuto, che giustifichi costi piuttosto alti: la debolezza attuale non aiuta ma non è detto che il quadro sia destinato a rimanere lo stesso.

Rispetto ad un anno fa, il titolo si è apprezzato del 104% e nel semestre è salito del 63%.