Il caso del giorno

Italcementi soffre
il blocco delle costruzioni

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MILANO - Un bilancio da tempo di crisi. Nemmeno Italcementi, che pure è uno dei leader mondiali del suo settore, può sfuggire all'implacabile legge del calo dei consumi. Anche perché la contrazione di spese per cantieri, grandi opere e costruzioni è stato molto alto per tutti i primi tre trimestri del 2009, salvo poi attenuarsi da ottobre a dicembre. Detto in altri termini, anche dai conti del gruppo controllato dalla famiglia Pesenti arriva la conferma che il momento più nero della recessione è alle spalle, ma che non si vedono ancora significativi segnali di ciò che potremmo definire ripresa.

Nel corso del 2009, secondo i conti preliminari, le vendite di cemento sono state pari a 55,7 milioni di tonnellate (-11,1%), quelle di inerti sono arrivate a 39,1 tonnellate (-19,2%) e quelle di calcestruzzo hanno totalizzato 11,2 milioni di metri cubi (-19,2%). Un calo significativo da attribuire ai mercati europei e dei paesi industrializzati, perché in Cina e in Egitto nel corso del 2009 le vendite di cemento "hanno segnato un significativo incremento", mentre il Marocco ha confermato i livelli dell’anno precedente.

Questo significa che i ricavi complessivi del gruppo Italcementi hanno superato di poco i 5 miliardi di euro, in flessione del 13,6% rispetto al 2008. Il risultato avrebbe potuto essere più pesante se il quarto trimestre le vendite di cemento non avessero segnato un andamento positivo nei paesi emergenti in cui è presente il gruppo bergamasco, con l'eccezione di Bulgaria e Turchia. Inevitabile, quindi, che i manager di Italcementi abbiano già anticipato che i risultati operativi per l'intero 2009 saranno inferiori all’anno precedente. Unica nota positiva, la riduzione dell'indebitamente netto.