Il caso del giorno

I coreani escono da Prysmian

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Aveva cominciato a scendere già in mattinata, in un mercato incerto ma non così negativo, appena era stato ufficializzato il mandato a vendere dei coreani. Poi, con il passare delle ore e con i mercati che scendevano a picco, il calo di Prysmian si è quasi confuso con il resto e la chiusura, in diminuzione del 4,39%, non è certo la peggiore del listino.

Oggi l'ex Pirelli cavi ha segnato un nuovo passaggio nel riassetto complessivo dell'azionariato: ha venduto la società Taihan Electric Wire, che era entrata nel capitale di Prysmian nel novembre 2007, poco dopo la quotazione in Borsa della società italiana, quando Goldman Sachs, allora azionista con il 54% circa, aveva ceduto il 9,9%.

Oggi i coreani hanno dato mandato a Bofa-Merrill Lynch di cedere l'intera quota, che nel corso della mattinata è stata collocata presso investitori istituzionali, tramite una vendita a blocchi. La transazione ha portato ad incassare 348 milioni di dollari, che corrisponde grosso modo a 14 euro per azione. Dunque, per i coreani la minusvalenza è piuttosto forte, ma la vendita rientra nella decisione più complessiva di cedere le attività non strategiche per ridurre l'indebitamento del gruppo asiatico.

Già di recente i coreani di Taihan avevano risolto integralmente in denaro un equity swap sul 18,5% del capitale Prysmian. La cessione ai blocchi di stamane dovrebbe essere propedeutica ad un riassetto ancora più profondo dell'azionariato della società. Secondo le comunicazioni Consob, al momento figurano nel libro soci Blackrock con il 5,725%, Schroder investment con il 2,027%, Standard life investments (2,157%), Goldman Sachs (16,804%) e Jpmorgan Chase (2,170%), oltre a Taihan che però oggi è uscito di scena.

Ebbene, la ricerca di un partner industriale - e la conseguente discesa di Goldman Sachs - finora aveva visto un ostacolo proprio nella presenza della compagine sociale dei coreani. Già in gennaio era stato avanzato l'interesse - mai confermato ufficialmente, ma nemmeno smentito - della famiglia genovese Malacalza. Ora, senza i coreani, potrebbero esserci novità all'orizzonte, in termini di riassetto, in un arco di tempo ragionevolmente breve.