Per una utility dell'energia - settore solido e solitamente al riparo dalle speculazioni dei mercati - perdere il 4,36% in una sola seduta di Borsa è già di per sé un evento. Se poi ci aggiungiamo il meno 2,64% di venerdì scorso, è ovvio che il mercato sta punendo A2a (la società nata un anno fa dalla fusione di Aem Milano e Asm Brescia). Per quale motivo? La utility guidata da Giuliano Zuccoli ha presentato tre giorni fa un preliminare dei conti del 2009. Agli operatori, in particolare, non sono piaciuti alcuni numeri. Il primo riguarda la crescita dei margini nei prossimi tre anni previsto attorno a una media del 7,5%: viene considerata una crescita troppo "aggressiva" che potrebbe non essere centrata soprattutto se si considera che anche per il 2010 la domanda di energia e di gas non è prevista in grande rialzo.
La seconda perplessità riguarda il debito. La posizione finanziaria a dicembre 2009 è salita a 4,66 miliardi di euro, dai 3,48 miliardi di fine 2008, 400 milioni in più rispetto alle attese degli analisti. In verità, il management si è impegnato davanti al mercato a ridurre il debito di almeno 500 milioni. Il compito non dovrebbe essere difficile, in quanto da sola la partecipazione del 5% nella svizzera Alpiq, la ex Atel, vale circa 400 milioni. Un altro asset non più strategico è la quota di minoranza di Metroweb, un'azienda che per Mediobanca vale 40 milioni. Inoltre, c'è la rete del gas, nonché la rete per il trasporto dell'elettricità ad alta tensione sulla quale esiste già una trattativa avviata con Terna.
Così, i vertici di A2a hanno avvisato gli azionisti che per i prossimi anni il dividendo potrebbe diminuire: solo per quest'anno è stato mantenuto inalterato attingendo alle riserve, le quali non sono però illimitate.
Con il risultato di oggi, peggiora il bilancio di Borsa dell'ultimo mese di A2a (-11%), a sei mesi resta il segno positivo (+2%), mentre in un anno il titolo ha perso circa il 12% del suo valore.
La seconda perplessità riguarda il debito. La posizione finanziaria a dicembre 2009 è salita a 4,66 miliardi di euro, dai 3,48 miliardi di fine 2008, 400 milioni in più rispetto alle attese degli analisti. In verità, il management si è impegnato davanti al mercato a ridurre il debito di almeno 500 milioni. Il compito non dovrebbe essere difficile, in quanto da sola la partecipazione del 5% nella svizzera Alpiq, la ex Atel, vale circa 400 milioni. Un altro asset non più strategico è la quota di minoranza di Metroweb, un'azienda che per Mediobanca vale 40 milioni. Inoltre, c'è la rete del gas, nonché la rete per il trasporto dell'elettricità ad alta tensione sulla quale esiste già una trattativa avviata con Terna.
Così, i vertici di A2a hanno avvisato gli azionisti che per i prossimi anni il dividendo potrebbe diminuire: solo per quest'anno è stato mantenuto inalterato attingendo alle riserve, le quali non sono però illimitate.
Con il risultato di oggi, peggiora il bilancio di Borsa dell'ultimo mese di A2a (-11%), a sei mesi resta il segno positivo (+2%), mentre in un anno il titolo ha perso circa il 12% del suo valore.