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Il pessimismo Michelin contagia Pirelli

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MILANO - Crollano gli utili di Michelin e anche il titolo Pirelli ne risente ( - 2,36% a metà pomeriggio, per recuperare alla fine a -1,44). La Borsa è fatta così. E anche se i conti che la stessa Pirelli presenterà il 10 marzo non dovrebbero essere negativi, in un mercato nervoso basta poco per mandare giù un titolo.

In effetti le cifre presentate da Michelin parlano da sole. Nel 2009 infatti, il colosso francese ha registrato un crollo dei profitti netti pari al 70,6%. Risultato: gli utili si sono "rattrappiti" fino a 106 milioni di euro. Fra i motivi del calo della redditività ci sono i costi legati alle ristrutturazioni in Francia e Nordamerica e la chiusura dell'impianto giapponese di Ota.

In calo anche il risultato operativo di Michelin ( - 6,3%) a 862 milioni di euro e il fatturato ( - 9,8%) a 14,8 miliardi di euro, per colpa della "contrazione storica del mercato degli pneumatici". Forse è stata quest'ultima af…
MILANO - Crollano gli utili di Michelin e anche il titolo Pirelli ne risente ( - 2,36% a metà pomeriggio, per recuperare alla fine a -1,44). La Borsa è fatta così. E anche se i conti che la stessa Pirelli presenterà il 10 marzo non dovrebbero essere negativi, in un mercato nervoso basta poco per mandare giù un titolo.

In effetti le cifre presentate da Michelin parlano da sole. Nel 2009 infatti, il colosso francese ha registrato un crollo dei profitti netti pari al 70,6%. Risultato: gli utili si sono "rattrappiti" fino a 106 milioni di euro. Fra i motivi del calo della redditività ci sono i costi legati alle ristrutturazioni in Francia e Nordamerica e la chiusura dell'impianto giapponese di Ota.

In calo anche il risultato operativo di Michelin ( - 6,3%) a 862 milioni di euro e il fatturato ( - 9,8%) a 14,8 miliardi di euro, per colpa della "contrazione storica del mercato degli pneumatici". Forse è stata quest'ultima affermazione, contenuta nel comunicato dei francesi, a far drizzare gli orecchi agli investitori. E a convincerli a vendere i titoli di Pirelli. Anche perché la casa francese sostiene che il mercato mondiale degli pneumatici si è ridotto in tutto il mondo e soprattutto che le case automobilistiche hanno preferito vendere le scorte esistenti, piuttosto che ordinare gomme nuove. Se lo dice Michelin, leader di mercato in Europa, perché non dovrebbe essere vero anche per società molto più piccole?