Il caso del giorno

Fastweb vince ma non convince

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MILANO - Ha fatto meglio degli obiettivi che si era data per il 2009. E anche di quanto avevano previsto gli analisti. Non di tantissimo, in verità: ma quel più 5% che la Borsa avrebbe dovuto premiare. Invece, nonostante i conti positivi, Fastweb è risultato uno dei titoli peggiori dell'odierna seduta a Piazza Affari. La società nota per aver lanciato per prima la connessione tra telefonia, internet e tv ha perso lo 0,94% in una giornata particolarmente positiva per i listini, con l'indice principale in crescita dell'1.7%.

Eppure, la società da tre anni controllata dall'ex monopolista elvetico Swisscom martedì ha annunciato di aver chiuso il 2009 con un utile netto di 36 milioni di euro, in crescita rispetto al risultato di 1 milione del 2008 (primo anno in attivo dalla sua nascita nel 2001). I ricavi sono stati pari a 1,85 miliardi, in crescita dell'8,5% sullo stesso periodo 2008. Mentre i margini sono saliti a 551 milioni (+6,4%). Per il 2010 la società stima un incremento dei ricavi e dei margini di un altro 5%, con una generazione di cassa positiva. Anche il numero degli abbonati è cresciuto: sono diventati 1 milione e 664 (+11% rispetto alla fine del 2008).

Eppure, la Borsa non ha dato grandi segnali di apprezzamento. Per quale motivo? Innanzi tutto c'è una questione tecnica. Dopo l'ingresso di Swisscom, il titolo Fastweb ha poco flottante, essendo rimasto sul mercato non più del 18% delle azioni. Inoltre, i dati - per quanto sopra i target - erano comunque attesi in crescita. Infine, il mercato si aspettava una crescita ulteriore dei clienti per linee esterne. L'ad Stefano Parisi ha confermato, in effetti, l'interesse per la base clienti di British Telecom ma ha sostenuto che per il momento non è in vendita. Una risposta che ha -a quanto pare - ha reso guardinghi gli investitori che invece si aspettavano un annuncio positivo.

Fastweb viaggia in Borsa sui livelli di un anno fa, ben lontana dai 20 euro della metà di ottobre quando era arrivata ai massimi degli ultimi quattro mesi.