MILANO - Con un'operazione da oltre 300 milioni di dollari Sigma Tau, società farmaceutica romana controllata dal presidente Claudio Cavazza, acquista un ramo d'azienda del gruppo americano Enzon specializzato in farmaci per le malattie rare. Grazie a questa mossa, ha precisato lo stesso Cavazza, Sigma Tau punta ad un salto di redditività balzando in tre anni dagli attuali 76 milioni di Ebitda (preconsuntivo 2009) fino a quota 160 milioni.
Insomma, l'ok degli azionisti di Enzon alla proposta messa sul tavolo da Sigma Tau lo scorso novembre modifica le prospettive dell'azienda italiana. Tanto è vero che Cavazza non esclude lo sbarco il Borsa: "Non c'è un obiettivo specifico ma c'è un interesse. Non poniamo limiti alla provvidenza".
Quanto all'acquisto dello stabilimento Enzon di Indianapolis (Indiana) va precisato che il valore dell'operazione ammonta a circa 300 milioni di dollari in contanti più altri 27 milioni in caso di raggiungimento degli obiettivi dell'accordo. La scelta di volare negli Usa, ha spiegato Cavazza, "non è una fuga dall'Italia ma una sfida in cui il gruppo ha voluto lanciarsi". "Abbiamo un imperativo: internazionalizzazione e riduzione della dipendenza dal fatturato di un solo paese", ha aggiunto l'amministratore delegato Ugo Di Francesco. L'operazione Enzon "è destinata a trasformare l'azienda per il futuro".
Enzon è un'azienda specializzata nello studio di nuove molecole per la cura di malattie rare in ambito oncologico. In Usa sono sempre di più i farmaci che ottengono questa designazione: si è passati dai 208 del 2000 ai 425 del 2008. I farmaci cosiddetti "orfani" rappresentano il 22% di tutte le nuove molecole autorizzate dall'Fda (Food and Drug Administration), l'agenzia del farmaco statunitense. Un business in espansione: secondo le previsioni degli esperti, potrebbe crescere del 7% l'anno fino a superare quota 81 miliardi di dollari nel 2011.
L'acquisizione di Enzon sarà finanziata al 70% con un prestito concesso dal gruppo Intesa SanPaolo, già azionista di Sigma Tau al 5%, mentre la restante parte attraverso l'emissione di equity da parte di tutti i soci dell'azienda farmaceutica. D'altro canto, Enzon riceverà anche delle royalties dal 5 al 10% sulle vendite nette incrementali realizzate dai prodotti farmaceutici oggetto dell'acquisizione.
Insomma, l'ok degli azionisti di Enzon alla proposta messa sul tavolo da Sigma Tau lo scorso novembre modifica le prospettive dell'azienda italiana. Tanto è vero che Cavazza non esclude lo sbarco il Borsa: "Non c'è un obiettivo specifico ma c'è un interesse. Non poniamo limiti alla provvidenza".
Quanto all'acquisto dello stabilimento Enzon di Indianapolis (Indiana) va precisato che il valore dell'operazione ammonta a circa 300 milioni di dollari in contanti più altri 27 milioni in caso di raggiungimento degli obiettivi dell'accordo. La scelta di volare negli Usa, ha spiegato Cavazza, "non è una fuga dall'Italia ma una sfida in cui il gruppo ha voluto lanciarsi". "Abbiamo un imperativo: internazionalizzazione e riduzione della dipendenza dal fatturato di un solo paese", ha aggiunto l'amministratore delegato Ugo Di Francesco. L'operazione Enzon "è destinata a trasformare l'azienda per il futuro".
Enzon è un'azienda specializzata nello studio di nuove molecole per la cura di malattie rare in ambito oncologico. In Usa sono sempre di più i farmaci che ottengono questa designazione: si è passati dai 208 del 2000 ai 425 del 2008. I farmaci cosiddetti "orfani" rappresentano il 22% di tutte le nuove molecole autorizzate dall'Fda (Food and Drug Administration), l'agenzia del farmaco statunitense. Un business in espansione: secondo le previsioni degli esperti, potrebbe crescere del 7% l'anno fino a superare quota 81 miliardi di dollari nel 2011.
L'acquisizione di Enzon sarà finanziata al 70% con un prestito concesso dal gruppo Intesa SanPaolo, già azionista di Sigma Tau al 5%, mentre la restante parte attraverso l'emissione di equity da parte di tutti i soci dell'azienda farmaceutica. D'altro canto, Enzon riceverà anche delle royalties dal 5 al 10% sulle vendite nette incrementali realizzate dai prodotti farmaceutici oggetto dell'acquisizione.