MILANO - Foncière des Regions (Fdr), partecipata al 24% da Leonardo Del Vecchio che è anche il primo azionista, in evidenza alla Borsa di Parigi dopo l'annuncio dei risultati 2009 e della distribuzione del dividendo in parte in cash e in parte in titoli della controllata Beni Stabili. Ma anche il gruppo italiano guidato da Aldo Mazzocco ha festeggiato in Borsa, con un rialzo del 10% a 0,66 euro, la possibilità che insieme al disimpegno dei francesi venga ad avere i requisiti per poter attivare il regime fiscale favorevole previsto dalle Società d'Investimento Immobiliare Quotate (Siiq).
Intanto, la capogruppo Fdr ha chiuso il 2009 con una perdita netta di competenza di 262 milioni di euro contro un rosso di 556 milioni nel 2008. L'utile netto ricorrente è per contro salito del 7% a 304 milioni, grazie all'incremento del 3,3% a perimetro costante dei ricavi da locazione a 761 milioni (-3% su dati storici), il calo dei costi e la riduzione degli oneri finanziari (402 milioni contro 633). Il portafoglio immobiliare di competenza al 31 dicembre 2009 era di 9,2 miliardi contro 10,37 miliardi a fine 2008 e l'indebitamento netto di competenza era di 5,2 miliardi. Il patrimonio netto rivalutato risulta di 4 miliardi, in aumento del 10% rispetto a giugno 2009 (+1,3% su 12 mesi).
Per il 2010 il gruppo "si pone l'obiettivo di un nuovo incremento dell'utile netto ricorrente" cogliendo "tutte le opportunità di investimento in un mercato in consolidamento, pur proseguendo la riduzione del livello di indebitamento". Pertanto uno scenario di maggiori utili ricorrenti ha permesso al gruppo di continuare a pagare la cedola, e così Fdr proporrà all'assemblea dei soci del 28 maggio un dividendo di 3,3 euro in contanti e di 6 azioni Beni Stabili, pari a un totale di 6,9 euro per azione. Questo significa in parole povere che mentre Fdr ha in corso un aumento di capitale da 200 milioni, ne distribuirà ai soci circa 160 come cedola, a cui si aggiunge il pacchetto del 13,5% di Beni Stabili. Qualche investitore ritiene però che Fdr avrebbe fatto meglio a investire i soldi dell'aumento per consolidarsi nell'immobiliare approfittando del calo dei prezzi attuale, per poi mettere a reddito in futuro i nuovi asset.
Detto questo, dopo lo stacco del dividendo in azioni Fdr scenderà al 52,5% del gruppo italiano, una soglia vicina al 51% che consentirebbe al gruppo immobiliare di utilizzare il regime fiscale privilegiato rappresentano dalle Siiq. Se Beni Stabili conferisse parte dei suoi immobili in una Siiq, risparmierebbe sia sulle tassazione dei canoni di locazione, che su quella del capital gain sulle plusvalenze delle vendite.
Intanto, la capogruppo Fdr ha chiuso il 2009 con una perdita netta di competenza di 262 milioni di euro contro un rosso di 556 milioni nel 2008. L'utile netto ricorrente è per contro salito del 7% a 304 milioni, grazie all'incremento del 3,3% a perimetro costante dei ricavi da locazione a 761 milioni (-3% su dati storici), il calo dei costi e la riduzione degli oneri finanziari (402 milioni contro 633). Il portafoglio immobiliare di competenza al 31 dicembre 2009 era di 9,2 miliardi contro 10,37 miliardi a fine 2008 e l'indebitamento netto di competenza era di 5,2 miliardi. Il patrimonio netto rivalutato risulta di 4 miliardi, in aumento del 10% rispetto a giugno 2009 (+1,3% su 12 mesi).
Per il 2010 il gruppo "si pone l'obiettivo di un nuovo incremento dell'utile netto ricorrente" cogliendo "tutte le opportunità di investimento in un mercato in consolidamento, pur proseguendo la riduzione del livello di indebitamento". Pertanto uno scenario di maggiori utili ricorrenti ha permesso al gruppo di continuare a pagare la cedola, e così Fdr proporrà all'assemblea dei soci del 28 maggio un dividendo di 3,3 euro in contanti e di 6 azioni Beni Stabili, pari a un totale di 6,9 euro per azione. Questo significa in parole povere che mentre Fdr ha in corso un aumento di capitale da 200 milioni, ne distribuirà ai soci circa 160 come cedola, a cui si aggiunge il pacchetto del 13,5% di Beni Stabili. Qualche investitore ritiene però che Fdr avrebbe fatto meglio a investire i soldi dell'aumento per consolidarsi nell'immobiliare approfittando del calo dei prezzi attuale, per poi mettere a reddito in futuro i nuovi asset.
Detto questo, dopo lo stacco del dividendo in azioni Fdr scenderà al 52,5% del gruppo italiano, una soglia vicina al 51% che consentirebbe al gruppo immobiliare di utilizzare il regime fiscale privilegiato rappresentano dalle Siiq. Se Beni Stabili conferisse parte dei suoi immobili in una Siiq, risparmierebbe sia sulle tassazione dei canoni di locazione, che su quella del capital gain sulle plusvalenze delle vendite.