Il caso del giorno

Parmalat, i Fondi chiedono
un dividendo straordinario

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MILANO - I Fondi tornano all'assalto del "tesoretto" della Parmalat. McKenzie Kundill, primo azionista di Collecchio con una quota del 7%, è tornato a chiedere all'ad Enrico Bondi di distribuire sotto forma di dividendo straordinario gli 1,1 miliardi di liquidità conservati nelle casse del gruppo, frutto delle transazioni con le banche coinvolte nel crack. La stessa richiesta era stata già fatta nel 2008. E il numero uno della società alimentare  -  propenso a usare la liquidità per acquisizioni  -  aveva risposto "no", ricordando che lo statuto del gruppo ha un tetto del 50% agli utili distribuibili.

Allora un certo numero di investitori istituzionali forti del 12% dell'azienda aveva chiesto la convocazione di un'assemblea straordinaria per cambiare lo statuto. Ma in quell'occasione il numero dei presenti (il 18% del capitale) non aveva raggiunto il minimo previsto (il 20%) per approvare la modifica.

Ora McKenzie ci riprova, con l'obiettivo forse di tentare l'affondo in primavera. La speranza, probabilmente, è quella di riuscire a fare più proseliti anche perché a distanza di due anni Parmalat, i cui conti sono peraltro in ottima salute, non ha ancora mandato in porto alcuna acquisizione particolarmente significativa.