Il caso del giorno

Bulgari in rosso ma darà il dividendo

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MILANO - Nell'attesa dei risultati, giunti a mercato chiuso, le azioni della griffe Bulgari hanno guadagnato il 2,1%. Tuttavia dopo l'annuncio di un 2009 in rosso per 47,1 milioni (82,9 milioni di profitti nel 2008), gli analisti sono rimasti negativamente sorpresi dalle perdite registrate dallo storico gioielliere romano.

Passando alle altre voci di bilancio, la società guidata da Francesco Trapani ha chiuso il 2009 con un fatturato pari a 926,6 milioni (-13,8% a cambi correnti) e un margine di contribuzione di 565,7 milioni (-16,9% a cambi correnti e pari al 61,1%). Va detto che lo scorso anno, per fare fronte alla crisi, Bulgari ha varato un piano straordinario di taglio dei costi che ha pesato per 37 milioni sul bilancio. E questo forte ridimensionamento della struttura dei costi in futuro dovrebbe permettere alla società di cavalcare meglio la ripresa congiunturale. La nota positiva del bilancio 2009 è che la società ha smaltito notevolmente le scorte di magazzino, migliorando la gestione del circolante e riducendo così l'indebitamento finanziario netto di circa un terzo a 216,8 milioni di passività (303,6 milioni a fine 2008).

Per il 2010 Bulgari conta di continuare a crescere ed è disposta a fare investimenti oculati. Per quest'anno nel settore commerciale, dell'informatica e dei negozi, la società conta di fare investimenti complessivi inferiori a 65 milioni (un livello molto basso e pari a circa il 7% dei ricavi registrati nel 2009). Per l'anno in corso, Trapani, ha inoltre annunciato di voler aprire 7 nuovi negozi, tutti in Asia, mentre Bulgari conta di chiudere dieci vetrine di cui 7 con il proprio marchio (compensate dalle nuove aperture) e 3 a marchio di orologi Genta. Novità in arrivo anche sulla pelletteria, dove il gruppo di via dei Condotti ha avviato delle partnership con nuovi stilisti.

E proprio perché Bulgari è fiduciosa che il 2010 sarà un anno all'insegna della crescita, la società ha deciso di distribuire un dividendo, attingendo alle riserve, pari a 5 centesimi per azione, la metà di quello pagato lo scorso anno (0,10 euro).