MILANO - Il gruppo Exor ha chiuso il 2009 con una perdita di 388,9 milioni (da un utile 2008 di 435,4 milioni), ma per il 2010 prevede un miglioramento del risultato consolidato. Pertanto il cda del gruppo che è presieduto da John Elkann proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,27 euro alle azioni ordinarie, di 0,3217 euro alle privilegio e di 0,3481 alle risparmio, pari a un monte cedole di 67,9 milioni.
La capogruppo Exor spa ha infatti chiuso il 2009 con utile di 88,8 milioni grazie ai dividendi incassati dalle partecipate, tra cui in primis la quota del 30% di Fiat. La perdita 2009 deriva invece dal decremento netto dei risultati delle controllate (-655,3 milioni di euro) tra cui il gruppo immobiliare Usa Cushman & Wakefield (127 milioni di dollari di rosso), dal decremento del risultato finanziario netto (-155,5 milioni) e da altre variazioni nette (-13,5 milioni).
A fine esercizio 2009 il valore netto degli asset della holding era aumentato a 5,7 miliardi, il 93,3% in più rispetto al dato del primo marzo 2009, al momento della fusione con Ifil. In particolare il patrimonio netto consolidato attribuibile ai soci della controllante a fine dicembre era pari a 5,3 miliardi. La posizione finanziaria netta consolidata del "sistema holding" a fine esercizio era invece positiva per 51,6 milioni (da un indebitamento di 11,5 milioni di fine 2008), grazie alla cessione dello 0,66% di Intesa Sanpaolo per un incasso di 217,2 milioni.
La cessione di quasi tutta la quota residua in Intesa ha comportato per Exor una minusvalenza netta di 15,4 milioni a livello consolidato, ma una plusvalenza netta di 21,7 milioni a livello di bilancio separato. Se ormai il gruppo possiede solo 10 milioni di azioni della banca guidata da Corrado Passera, di contro Exor tra settembre e ottobre 2009 ha comprato dalla fondazione Giovanni Agnelli il 2,93% delle azioni Fiat risparmio con un investimento di 13 milioni.
Nel 2009 la finanziaria ha poi ricomprato l'1,59% delle Exor ordinarie (a un costo medio di 11,6 euro per un totale di 29,6 milioni), il 2,09% delle privilegio (a 6,67 euro per 10,7 milioni ) e il 2,27% delle risparmio (a 8,26 euro per 1,7 milioni). Nel primo trimestre del 2010 gli acquisti sono proseguiti sullo 0,27% delle ordinarie a 11,83 euro l'una per un totale di 5,1 milioni, sullo 0,52% delle privilegiate a 6,67 euro l'una per 2,6 milioni e sullo 0,12% delle risparmio a 8,93 euro per 0,1 milioni.
"Gli investimenti complessivi nei due esercizi sono ammontati a 49,9 milioni e hanno quindi sostanzialmente raggiunto l'esborso massimo di 50 milioni previsto dal programma". Il cda chiederà all'assemblea il rinnovo dell'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie per un esborso massimo di 450 milioni. Considerando che oggi il gruppo, tenendo conto delle tre classi di azioni, capitalizzava 2,7 miliardi di euro, con 450 milioni di buy back Exor riuscirebbe a riacquistare fino al 15% del suo intero capitale. E così oggi il dividendo, la prospettiva di un maxi buy back, e la buona performance di Fiat (+0,9%), hanno fatto guadagnare a Exor lo 0,6% a quota 13,2 euro.
La capogruppo Exor spa ha infatti chiuso il 2009 con utile di 88,8 milioni grazie ai dividendi incassati dalle partecipate, tra cui in primis la quota del 30% di Fiat. La perdita 2009 deriva invece dal decremento netto dei risultati delle controllate (-655,3 milioni di euro) tra cui il gruppo immobiliare Usa Cushman & Wakefield (127 milioni di dollari di rosso), dal decremento del risultato finanziario netto (-155,5 milioni) e da altre variazioni nette (-13,5 milioni).
A fine esercizio 2009 il valore netto degli asset della holding era aumentato a 5,7 miliardi, il 93,3% in più rispetto al dato del primo marzo 2009, al momento della fusione con Ifil. In particolare il patrimonio netto consolidato attribuibile ai soci della controllante a fine dicembre era pari a 5,3 miliardi. La posizione finanziaria netta consolidata del "sistema holding" a fine esercizio era invece positiva per 51,6 milioni (da un indebitamento di 11,5 milioni di fine 2008), grazie alla cessione dello 0,66% di Intesa Sanpaolo per un incasso di 217,2 milioni.
La cessione di quasi tutta la quota residua in Intesa ha comportato per Exor una minusvalenza netta di 15,4 milioni a livello consolidato, ma una plusvalenza netta di 21,7 milioni a livello di bilancio separato. Se ormai il gruppo possiede solo 10 milioni di azioni della banca guidata da Corrado Passera, di contro Exor tra settembre e ottobre 2009 ha comprato dalla fondazione Giovanni Agnelli il 2,93% delle azioni Fiat risparmio con un investimento di 13 milioni.
Nel 2009 la finanziaria ha poi ricomprato l'1,59% delle Exor ordinarie (a un costo medio di 11,6 euro per un totale di 29,6 milioni), il 2,09% delle privilegio (a 6,67 euro per 10,7 milioni ) e il 2,27% delle risparmio (a 8,26 euro per 1,7 milioni). Nel primo trimestre del 2010 gli acquisti sono proseguiti sullo 0,27% delle ordinarie a 11,83 euro l'una per un totale di 5,1 milioni, sullo 0,52% delle privilegiate a 6,67 euro l'una per 2,6 milioni e sullo 0,12% delle risparmio a 8,93 euro per 0,1 milioni.
"Gli investimenti complessivi nei due esercizi sono ammontati a 49,9 milioni e hanno quindi sostanzialmente raggiunto l'esborso massimo di 50 milioni previsto dal programma". Il cda chiederà all'assemblea il rinnovo dell'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie per un esborso massimo di 450 milioni. Considerando che oggi il gruppo, tenendo conto delle tre classi di azioni, capitalizzava 2,7 miliardi di euro, con 450 milioni di buy back Exor riuscirebbe a riacquistare fino al 15% del suo intero capitale. E così oggi il dividendo, la prospettiva di un maxi buy back, e la buona performance di Fiat (+0,9%), hanno fatto guadagnare a Exor lo 0,6% a quota 13,2 euro.