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Mediocredito italiano, utili boom e arriva Mazzotta

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MILANO - Intesa Sanpaolo perde il 2,26% in Borsa, come la gran parte degli istituti bancari europei, spaventati per la recrudescenza della crisi sul debito greco. Ma la Cà de Sass si "consola" con i positivi risultati del suo Mediocredito italiano, che nel 2009 ha archiviato un utile netto di 65 milioni (furono solo 10 nel 2008) e che oggi ha ritrovato Roberto Mazzotta, vecchia conoscenza dei salotti bancari milanesi, ex presidente di Bpm e negli anni Novanta presidente della Fondazione Cariplo (tra i maggiori azionisti di Intesa Sanpaolo).

Mazzotta, nominato dall'assemblea odierna, subentra a Mario Zanone Poma, in carica dal dicembre 2000. La sua nomina giunge a pochi giorni dall'insediamento di Carlo Salvatori - altro senatore del credito nazionale - alla presidenza di Lazard Italia. E Antoine Bernheim, uscente dalla presidenza Generali causa età avanzata (è del 1924), ha già detto che non vuole restare con le mani in mano. Se qualcuno avesse mai pensato che l'Italia non è un paese per vecchi.
 
Il Mediocredito italiano si dedica a finanziare gli investimenti delle piccole e medie imprese, un'attività particolarmente delicata e critica durante i mesi della crisi finanziaria e della seguente recessione globale. Il risultato del 2009 è arrivato nonostante l'aumento degli accantonamenti su crediti per 141,5 milioni (+28%), generato dal complessivo peggioramento della situazione finanziaria delle imprese. Anche l'attività commerciale dell'istituto ha registrato un andamento positivo, malgrado il netto rallentamento della spesa per investimenti delle imprese e dell'indice della produzione industriale (-17,4% nel 2009). L'anno scorso sono stati erogati 1.200 nuovi finanziamenti a imprese di tutti i settori produttivi, per complessivi 2.613 milioni (+19% sul 2008). A dicembre, la consistenza dei finanziamenti a clienti era quindi pari a 12.845 milioni (+3%).
 
Nei settori specialistici i flussi operativi sono più che raddoppiati rispetto all'anno precedente, con particolare attività nel settore energie rinnovabili. Nell'ambito di nova+, il prodotto di Mediocredito italiano dedicato al supporto dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione delle imprese, sono state accolte richieste di finanziamento pari a 551 milioni (oltre 300 operazioni); di queste, per 317 milioni di euro erano già deliberate o erogate a dicembre, a fronte di investimenti effettuati dalle imprese di oltre 700 milioni. "In questo quadro ancora condizionato da fattori di incertezza, in cui è sicuramente in corso una ripresa economica ma di debole intensità - ha dichiarato il direttore generale, Stocchetti - Mediocredito italiano conferma il ruolo di riferimento per supportare le imprese nei loro piani di sviluppo, con particolare attenzione all'innovazione ed ai settori più strategici, come quello delle energie rinnovabili e del turismo".