MILANO - La Zucchi continua a stare sull'ottovolante. Ieri aveva guadagnato il 10%, oggi ha perso quasi il 12% ma le oscillazioni di prezzo non si fermano qui: dal 6 aprile al 20 aprile il titolo ha guadagnato il 52%, mentre dal 22 marzo al 5 aprile le quotazioni erano rimaste praticamente ferme; rispetto a un anno fa, infine, il balzo è di circa il 40%.
Cosa accade insomma alla società, ultima in ordine alfabetico in Borsa e nella parte bassissima della classifica anche in termini di capitalizzazione: solo 17 milioni, considerando anche le azioni di risparmio? Il gruppo tessile, su sollecitazione della Consob, ieri ha dichiarato di non essere a conoscenza di nessuna notizia che giustifichi tali oscillazioni e in realtà l'unica certezza, comunicata al mercato lo scorso 26 marzo, è di segno negativo. In quella data infatti è stata spostata a data ancora da destinarsi - ma comunque al massimo entro il 15 maggio - l'approvazione del bilancio di esercizio del gruppo, a causa delle difficoltà della controllata francese Descamps, che pesa per circa un quarto in termini di fatturato sul bilancio di gruppo. La Zucchi ha reso noto che il profondo processo di ristrutturazione e gli interventi che si sono resi necessari Oltralpe hanno ritardato la chiusura dei conti e le valutazioni conseguenti su alcune poste in bilancio nella stessa capogruppo. Insomma, prima di scrivere i conti di Zucchi occorre capire meglio come trattare il capitolo della controllata francese.
Continua dunque il momento di difficoltà della società specializzata in biancheria e articoli per la casa. Dopo la profondissima crisi del 2005-2006, che aveva portato alla chiusura di sette stabilimenti su 15 in Italia, il gruppo stava cominciando a riemergere dal peggio quando è intervenuta, nel 2008, la crisi finanziaria e poi economica che ha rinviato ancora una volta il momento della ripresa. E ora è arrivata la crisi in Francia, destinata a pesare massicciamente sui conti del gruppo.
Cosa accade insomma alla società, ultima in ordine alfabetico in Borsa e nella parte bassissima della classifica anche in termini di capitalizzazione: solo 17 milioni, considerando anche le azioni di risparmio? Il gruppo tessile, su sollecitazione della Consob, ieri ha dichiarato di non essere a conoscenza di nessuna notizia che giustifichi tali oscillazioni e in realtà l'unica certezza, comunicata al mercato lo scorso 26 marzo, è di segno negativo. In quella data infatti è stata spostata a data ancora da destinarsi - ma comunque al massimo entro il 15 maggio - l'approvazione del bilancio di esercizio del gruppo, a causa delle difficoltà della controllata francese Descamps, che pesa per circa un quarto in termini di fatturato sul bilancio di gruppo. La Zucchi ha reso noto che il profondo processo di ristrutturazione e gli interventi che si sono resi necessari Oltralpe hanno ritardato la chiusura dei conti e le valutazioni conseguenti su alcune poste in bilancio nella stessa capogruppo. Insomma, prima di scrivere i conti di Zucchi occorre capire meglio come trattare il capitolo della controllata francese.
Continua dunque il momento di difficoltà della società specializzata in biancheria e articoli per la casa. Dopo la profondissima crisi del 2005-2006, che aveva portato alla chiusura di sette stabilimenti su 15 in Italia, il gruppo stava cominciando a riemergere dal peggio quando è intervenuta, nel 2008, la crisi finanziaria e poi economica che ha rinviato ancora una volta il momento della ripresa. E ora è arrivata la crisi in Francia, destinata a pesare massicciamente sui conti del gruppo.