MILANO - Dopo l'annuncio dei risultati negativi del primo trimestre Italcementi è scivolata in Borsa del 5,6% chiudendo a quota 7,27 euro. Tra gennaio e marzo il leader italiano del cemento e dei materiali da costruzione ha chiuso in rosso per 8,6 milioni (contro un utile di 20,1 milioni di euro) mentre il risultato netto di competenza è stato negativo per 37,5 milioni (da una perdita 2009 di 12,7 milioni).
Per colpa di una congiuntura ancora molto difficile in diverse aree del mondo, i ricavi consolidati del gruppo sono scesi di oltre un decimo a 1,07 miliardi. Meno accentuata la flessione delle vendite della controllata Ciments Français, che nel trimestre ha registrato ricavi pari a 930 milioni, il 9,4% in meno rispetto allo stesso periodo 2009. Il margine operativo lordo è crollato a 135,7 milioni (-28,2%) mentre il risultato operativo è sceso di 23,9 milioni (-63,0%). Sul risultato finale ha pesato anche un maggior carico di oneri finanziari sostanzialmente dovuto all'effetto una tantum (per circa 21,7 milioni) legato al riacquisto anticipato dei bond 2002-2006 da 500 milioni di dollari di Ciments Français sul mercato Usa. Tuttavia il piano di rifinanziamento del debito, che ha portato all'emissione di nuove obbligazioni ha avuto anche i suoi effetti positivi sull'indebitamento finanziario, che nel trimestre si è ridotto di 59 milioni scendendo a 2,36 miliardi.
Le previsioni per i prossimi mesi prevedono però una schiarita. Italcementi si aspetta "uno scenario meno negativo di quello registrato nel primo trimestre, sebbene ancora difficile per i mesi a venire per le tensioni sul livello dei prezzi in alcuni paesi". E questo anche grazie al piano di ristrutturazione in atto: "i positivi risultati già ottenuti e quelli ulteriormente attesi dagli interventi di miglioramento dell'efficienza e di riduzione dei costi". E le attese di una schiarita all'orizzonte hanno convinto gli analisti di Mediobanca che oggi ribadivano il loro giudizio outperform (farà meglio del mercato) con un target di 11,3 euro.
Per colpa di una congiuntura ancora molto difficile in diverse aree del mondo, i ricavi consolidati del gruppo sono scesi di oltre un decimo a 1,07 miliardi. Meno accentuata la flessione delle vendite della controllata Ciments Français, che nel trimestre ha registrato ricavi pari a 930 milioni, il 9,4% in meno rispetto allo stesso periodo 2009. Il margine operativo lordo è crollato a 135,7 milioni (-28,2%) mentre il risultato operativo è sceso di 23,9 milioni (-63,0%). Sul risultato finale ha pesato anche un maggior carico di oneri finanziari sostanzialmente dovuto all'effetto una tantum (per circa 21,7 milioni) legato al riacquisto anticipato dei bond 2002-2006 da 500 milioni di dollari di Ciments Français sul mercato Usa. Tuttavia il piano di rifinanziamento del debito, che ha portato all'emissione di nuove obbligazioni ha avuto anche i suoi effetti positivi sull'indebitamento finanziario, che nel trimestre si è ridotto di 59 milioni scendendo a 2,36 miliardi.
Le previsioni per i prossimi mesi prevedono però una schiarita. Italcementi si aspetta "uno scenario meno negativo di quello registrato nel primo trimestre, sebbene ancora difficile per i mesi a venire per le tensioni sul livello dei prezzi in alcuni paesi". E questo anche grazie al piano di ristrutturazione in atto: "i positivi risultati già ottenuti e quelli ulteriormente attesi dagli interventi di miglioramento dell'efficienza e di riduzione dei costi". E le attese di una schiarita all'orizzonte hanno convinto gli analisti di Mediobanca che oggi ribadivano il loro giudizio outperform (farà meglio del mercato) con un target di 11,3 euro.