Il caso del giorno

Banche, il grande rimbalzo

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MILANO - Dalle stalle alle stelle. Il settore bancario che la scorsa settimana aveva subito forti perdite per colpa della crisi greca, oggi ha rimbalzato con grande violenza tornando sui livelli di fine aprile. Il piano di aiuti da 750 miliardi varato nella notte dall'Ecofin e dall'Fmi ha rasserenato gli animi degli investitori, e ha imposto a chi scommetteva al ribasso prevedendo scenari cupi, di tornare a ricoprirsi acquistando azioni sul mercato. Se dietro alle vendite dei giorni scorsi c'erano soprattutto i timori di un'ondata di svalutazione sui crediti dei principali istituti, ugualmente oggi insieme all'ottimismo sono scattate una serie di ricoperture tecniche su tutti i maggiori gruppi europei, ma anche alcuni giganti del credito Usa come Citigroup (+ 9% a Wall Street).

Nella maggior parte dei casi le perdite borsistiche degli istituti più esposti al debito publico della Grecia non erano proporzionate con l'entità del portafoglio di titoli ellenici posseduti nella casse delle banche. E così dopo il panico, oggi è dilagata l'euforia. Un segnale che gli esperti giudicano comunque positivo e che conferma che i livelli raggiunti venerdì scorso da alcuni gruppi come Banco Santander (che oggi ha guadagnato il 23,2%) non erano  giustificati dai fondamentali del primo istituto spagnolo, ma condizionati da pure speculazioni. E in particolare, la scorsa settimana le azioni del gruppo guidato da Emilio Botin avevano perso 19 miliardi di capitalizzazione, per le voci secondo cui, se la crisi greca avesse contagiato anche la penisola Iberica, Banco Santander avrebbe pagato un conto molto salato. Invece ieri le azioni a Madrid sono tornate sugli stessi livelli di venerdì 30 aprile annullando una settimana di perdite.

Per quanto riguarda le due principali banche italiane, nei giorni scorsi era stato stimato un rischio Grecia e titoli di Stato europei sul portafoglio di Intesa Sanpaolo di circa 1,4 miliardi, mentre il gruppo guidato da Corrado Passera ha bruciato in cinque sedute ben 6 miliardi di capitalizzazione. Inoltre oggi Intesa ha comunicato i risultati della controllata Banca Imi, che ha chiuso il primo trimestre del 2010 con una crescita del margine d'intermediazione (ricavi) del 45,5% a 349,1 milioni e un utile netto di 211,5 milioni con un incremento del 78,9% rispetto ai 118,2 milioni di un anno fa. Morale oggi, Intesa ha recuperato il 18,9% del suo valore e adesso vale solo il 4% in meno rispetto a venerdì 30 aprile.

Stesso discorso per Unicredit, che ha guadagnato il 20,9%. La banca guidata da Alessandro Profumo non fornisce un dettaglio preciso sui bond che ha in portafoglio, tuttavia secondo gli esperti il rischio legato alle obbligazioni degli stati a rischio dell'Eurozona era stimato in circa mezzo miliardo. La scorsa settimana invece il gruppo di Piazza Cordusio aveva bruciato 7 miliardi di controvalore, ma grazie al rimbalzo di ieri valeva solo l'1,2% in meno di venerdì 30 aprile.