Il caso del giorno

Soffrono i titoli del risparmio gestito

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MILANO - Giornata difficile per i titoli quotati del risparmio gestito. Da Azimut (meno 3,15%) a Banca Generali, che ha perso il 4,48%, nonostante abbia appena annunciato utili trimestrali praticamente triplicati a 18,8 milioni di euro, con un aumento dell'Ebitda del 63,3% e un incremento delle masse totali del 22% (per un valore in termini assoluti di 22,9 miliardi di euro). Il quinto trimestre consecutivo in crescita, quindi, non ha aiutato i conti della società, che tuttavia rispetto a un anno fa cresce a Piazza Affari del 117% (ma perde il 12% nei sei mesi).

Non è andata molto meglio a Mediolanum, meno 2,65%, che proprio oggi ha annunciato importanti accordi con Dws (Deutsche Bank), Franklin Templeton e Pimco (Allianz), aggiungendo le case alla lista delle alleanze internazionali finora composta da BlackRock, JpMorgan e Morgan Stanley (che hanno già fruttato un miliardo di euro di raccolta aggiuntiva con i fondi 'Mediolanum Best Brands'). Doris ha anche sottolineato la necessità, per il settore, di continuare a consolidarsi, e non ha nascosto grandi ambizioni per Mediolanum: "In Italia eravamo undicesimi nel risparmio gestito nel 2007 - ha spiegato - e oggi siamo diventati quinti, sotto di 9 milioni di euro rispetto ai quarti e con 18 miliardi di masse gestite puntiamo a diventare terzi e avvicinare poi i primi due colossi", cioè Unicredit e Intesa.

Ieri invece era toccato alla controllata di Cà de Sass, Banca Fideuram, rendere noti i risultati trimestrali. La società ha comunciato una raccolta netta di risparmio gestito in lieve calo (meno 242 milioni rispetto al corrispondente trimestre 2009) ma un aumento della raccolta netta totale (per complessivi 495 milioni). Le masse amministrate sono salite a 69,5 miliardi mentre l'utile netto consolidato è stato pari a 63,5 milioni, in crescita del 29,9% rispetto al primo trimestre 2009. Sulla società, che dovrebbe essere quotata nei prossimi mesi, Intesa Sanpaolo - su richiesta della Consob - ha confermato che sono in corso contatti, del tutto preliminari, volti a valutare un possibile interesse da parte del fondo di private equity statunitense Hellman&Friedman. L'obiettivo dovrebbe essere un investimento minoritario in Banca Fideuram, in occasione della prevista quotazione della stessa.