Il caso del giorno

Campari, risultati inebrianti

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MILANO - Risultati inebrianti per il gruppo Campari, che nel primo trimestre è cresciuto a doppia cifra e ben oltre le attese degli investitori. Il titolo, che in mattinata aveva aperto in lieve rialzo, ha spiccato il volo dopo l'annuncio dei conti, per chiudere con un guadagno del 4,7% a 4,11 euro.

Tra gennaio e marzo il gruppo degli alcolici ha registrato ricavi in aumentato del 22,9% a 233,6 milioni (+14,5% senza contare le acquisizioni) e un margine operativo lordo in aumento del 22,6% a 59,1 milioni (e + 22,6% a parità di perimetro) equivalente al 25% delle vendite. Lo scorso anno Campari aveva infatti rilevato il bourbon di Wild Turkey a cavallo dell'estate, operazione da circa mezzo miliardo, che ha fatto salire anche gli oneri finanziari, ma che la società sta gradualmente ripagando grazie ai flussi di cassa. A fine marzo il debito finanziario netto del gruppo lombardo era sceso a 593,4 milioni, dai 630,8 milioni di fine anno.

La società guidata da Bob Kunze-Concewitz ha quindi chiuso il primo trimestre con un risultato operativo in aumento del 21,3% a 52,3 milioni e un utile prima delle imposte in crescita del 12,7% a 43,3 milioni. Dopo questi risultati, Campari che al momento non ha in programma nuove acquisizioni, guarda con ottimismo anche la restante parte dell'anno. "La performance nel primo trimestre del 2010 è stata molto positiva - ha detto Kunze-Concewitz - con tutti gli indicatori in forte crescita. Per il futuro, riteniamo che il persistere della volatilità possa impattare l'andamento dei risultati nei vari trimestri, ma continuiamo a guardare con cauto ottimismo alle prospettive per il 2010".