MILANO - Il Banco Popolare ha finalmente messo a segno una seduta di Borsa all'insegna del rialzo, e anche consistente. Il titolo ha guadagnato il 7,58% fino a 4,47 euro in una giornata altalenante ancora dominata dall'incertezza riguardo la crisi valutaria dell'area euro.
A far rialzare la testa la Banco sono state soprattutto le dichiarazioni rilasciate dall'amministratore delegato Pier Francesco Saviotti venerdi scorso a seguito della pubblicazione dei dati di bilancio: "Prima di oggi il Banco capitalizzava 2,8 miliardi mentre solo la controllata Credito Bergamasco veniva valorizzata la metà di questa cifra. E' impossibile che non ci sia un riconoscimento diverso del valore di un gruppo che ha dimostrato di saper produrre reddito. Mi auguro che che con i risultati che stiamo portando e che saranno sicuramente confermati nell'immediato futuro ci possa anche essere un'attenzione diversa".
E il mercato, oggi, sembra avergli dato retta con quella performance più che soddisfacente che almeno in parte colma quel gap di cui parlava Saviotti. Inoltre sono arrivate le promozioni sul campo di Crédit Suisse, Banca Leonardo ed Equita. In particolare la banca svizzera ha ribaltato il suo giudizio da sottopesare a sovrappesare con un prezzo obbiettivo che si colloca a 6,25 euro per azione.
Il cambiamento di orientamento è dovuto sia ai risultati del primo trimestre 2010, considerati molto solidi grazie a un incremento del margine di interesse netto del 6,8, una perdita dell'agglomerato Italease/Release di soli 2,2 milioni e la conferma che la riduzione del rischio legato a Italease sta procedendo a passi spediti. Gli analisti del Crédit Suisse ritengono comunque che un aumento di capitale in futuro sia necessario, se non altro per ripagare 1,45 miliardi di Tremonti bond entro il 2013 poiché secondo le stime il rapporto Core tier 1 in assenza di una ripatrimonializzazione raggiungerà quota 6,35%. Ma tutto ciò è già scontato dal mercato. Inoltre qualsiasi passo avanti nel piano di dismissioni già annunciato ma non ancora realizzato non farà altro che migliorare questo scenario, tenendo presente che il Banco al momento quota a 0,55 volte il proprio valore di libro contro una media di mercato per le banche di 1,1. Dunque spazio per crescere ne esiste ancora.
A far rialzare la testa la Banco sono state soprattutto le dichiarazioni rilasciate dall'amministratore delegato Pier Francesco Saviotti venerdi scorso a seguito della pubblicazione dei dati di bilancio: "Prima di oggi il Banco capitalizzava 2,8 miliardi mentre solo la controllata Credito Bergamasco veniva valorizzata la metà di questa cifra. E' impossibile che non ci sia un riconoscimento diverso del valore di un gruppo che ha dimostrato di saper produrre reddito. Mi auguro che che con i risultati che stiamo portando e che saranno sicuramente confermati nell'immediato futuro ci possa anche essere un'attenzione diversa".
E il mercato, oggi, sembra avergli dato retta con quella performance più che soddisfacente che almeno in parte colma quel gap di cui parlava Saviotti. Inoltre sono arrivate le promozioni sul campo di Crédit Suisse, Banca Leonardo ed Equita. In particolare la banca svizzera ha ribaltato il suo giudizio da sottopesare a sovrappesare con un prezzo obbiettivo che si colloca a 6,25 euro per azione.
Il cambiamento di orientamento è dovuto sia ai risultati del primo trimestre 2010, considerati molto solidi grazie a un incremento del margine di interesse netto del 6,8, una perdita dell'agglomerato Italease/Release di soli 2,2 milioni e la conferma che la riduzione del rischio legato a Italease sta procedendo a passi spediti. Gli analisti del Crédit Suisse ritengono comunque che un aumento di capitale in futuro sia necessario, se non altro per ripagare 1,45 miliardi di Tremonti bond entro il 2013 poiché secondo le stime il rapporto Core tier 1 in assenza di una ripatrimonializzazione raggiungerà quota 6,35%. Ma tutto ciò è già scontato dal mercato. Inoltre qualsiasi passo avanti nel piano di dismissioni già annunciato ma non ancora realizzato non farà altro che migliorare questo scenario, tenendo presente che il Banco al momento quota a 0,55 volte il proprio valore di libro contro una media di mercato per le banche di 1,1. Dunque spazio per crescere ne esiste ancora.