MILANO - Migliorano almeno in parte i conti del London Stock Exchange, la Borsa di cui fa parte anche Piazza Affari ormai da tre anni a questa parte. La società, quotata a sua volta alla Borsa di Londra, nel bilancio che si è concluso il 31 marzo scorso ha registrato un calo del fatturato, a 628,3 milioni di sterline (meno 6% rispetto a dodici mesi fa) mentre l'utile operativo adjusted (rettificato) segna a sua volta un meno 18%, a quota 280,3 milioni. Tuttavia l'ultima riga di bilancio, quella dell'utile netto, riporta una decisa inversione di tendenza: nell'anno fiscale precedente infatti l'esercizio si era chiuso in perdita, per 338 milioni, mentre quest'anno i conti hanno registrato un guadagno pari a 90,4 milioni. A fare la differenza, sostanzialmente, la mancanza delle voci straordinarie negative: nel passato esercizio infatti aveva pesato la svalutazione di Borsa italiana, per 484 milioni.
Tuttavia in questo esercizio è stata proprio Piazza Affari a distinguersi positivamente: i ricavi sono risultati in crescita del 13%, a 31,7 milioni di sterline, nell'azionario e del 14%, a 29,3 milioni nel fixed income. Non solo, il controvalore giornaliero delle operazioni sulle azioni nella City è sceso del 33% a 4,6 miliardi di sterline (5,29 miliardi di euro), mentre sulla piazza milanese gli scambi medi giornalieri sono scesi solo del 2%.
La performance in particolare del mercato dei titoli di Stato, l'Mts, ha manifestato un incremento degli scambi del 31% con una particolare accelerazione nella seconda parte dell'esercizio. Anche i volumi dell'Idem sono saliti dell'11% (ma non i ricavi, che hanno risentito dell'introduzione di tariffe più basse). Bene anche i servizi di post trading, che hanno registrato entrate complessive per 116,2 milioni di sterline, il 3% in più dei dodici mesi precedenti. L'utile per azione (adjusted) del gruppo è sceso infine del 19% a 60,1 pence.
Il London Stock Exchange deve ancora nominare il consigliere che sostituirà Massimo Capuano, dimissionario da un paio di mesi. Sulla vicenda, che non ha mancato di sollevare qualche mugugno da parte di Borsa italiana, tuttavia non ci sono obblighi di statuto, quindi potrebbe anche essere possibile che la figura di Capuano non venga ripristinata.
Tuttavia in questo esercizio è stata proprio Piazza Affari a distinguersi positivamente: i ricavi sono risultati in crescita del 13%, a 31,7 milioni di sterline, nell'azionario e del 14%, a 29,3 milioni nel fixed income. Non solo, il controvalore giornaliero delle operazioni sulle azioni nella City è sceso del 33% a 4,6 miliardi di sterline (5,29 miliardi di euro), mentre sulla piazza milanese gli scambi medi giornalieri sono scesi solo del 2%.
La performance in particolare del mercato dei titoli di Stato, l'Mts, ha manifestato un incremento degli scambi del 31% con una particolare accelerazione nella seconda parte dell'esercizio. Anche i volumi dell'Idem sono saliti dell'11% (ma non i ricavi, che hanno risentito dell'introduzione di tariffe più basse). Bene anche i servizi di post trading, che hanno registrato entrate complessive per 116,2 milioni di sterline, il 3% in più dei dodici mesi precedenti. L'utile per azione (adjusted) del gruppo è sceso infine del 19% a 60,1 pence.
Il London Stock Exchange deve ancora nominare il consigliere che sostituirà Massimo Capuano, dimissionario da un paio di mesi. Sulla vicenda, che non ha mancato di sollevare qualche mugugno da parte di Borsa italiana, tuttavia non ci sono obblighi di statuto, quindi potrebbe anche essere possibile che la figura di Capuano non venga ripristinata.