Il caso del giorno

Finmeccanica "resiste" agli scandali

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MILANO - In Borsa si dice che bisogna comprare sulle indiscrezioni e vendere quando le notizie vengono ufficializzate. Per dirla con gli operatori anglosassoni che l'hanno inventata "buy on rumors, sell on news".

Quanto accaduto nelle ultime sedute a Finmeccanica, il colosso della difesa e dall'aviazione controllato dal ministero dell'Economia, potrebbe sembrare, a prima vista, la classica eccezione conferma-regola. Sulle indiscrezioni di una inchiesta giudiziaria per presunti fondi neri della società - ma non solo - che coinvolgerebbero anche i vertici del gruppo il titolo è crollato. Quando è arrivata la smentita da parte del procuratore generale di Roma che si stia indagando sui fondi all'estero il titolo ha rimbalzato. Anche per le rassicurazioni del presidente e ad Pierfrancesco Guarguaglini che a Repubblica ha dichiarato di non aver intenzione di dimettersi.

Ma si tratta di una contraddizione fino a un certo punto. Il mercato sa bene che, al momento, non è ben chiaro dove possa portare l'inchiesta che, fondi neri a parte, è stata avviata. Anche perché l'indagine è nata dalle intercettazioni telefoniche e ambientali degli stessi personaggi che hanno portato all'arresto del fondatore di Fastweb Silvio Scaglia e di alcuni manager di Telecom. In pratica, gli stessi faccendieri che ruotavano attorno alla figura di Gennaro Mokbel sarebbero ora implicati in operazioni ancora da chiarire che coinvolgono Finmeccanica.

In ogni caso, mentre venerdì scorso il titolo aveva perso il 2,7%, oggi ha chiuso la seduta in rialzo del 2,3%.