MILANO - Dopo tanti tira e molla, è arrivato il giorno dei festeggiamenti per il gruppo Ligresti. Il "day after" l'accordo sull'assetto azionario di Citylife vede i titoli della scuderia giustamente premiati in Borsa: per l'ingegnere infatti si tratta di un buon colpo, dal punto di vista degli accordi e sotto il profilo strettamente economico. Così oggi a Piazza Affari Fonsai ha guadagnato il 4,33% (dopo aver perso proprio in finale la maglia rosa di miglior titolo tra quelli maggior capitalizzazione) mentre la controllante Premafin è salita di quasi il 2% (+1,97%).
L'assetto di Citylife, forse il maggior progetto immobiliare a Milano, nell'ex area Fiera, vede infatti l'uscita di Lamaro senza nuovi esborsi da parte di Ligresti (che in un primo momento aveva dichiarato di non voler rinunciare al suo diritto di prelazione pro quota) ma nello stesso tempo l'ingegnere siciliano non viene certo messo all'angolo da quelli che sono orami i due principali azionisti dell'operazione, cioè Generali e Allianz. Ligresti infatti è riuscito ad ottenere una put esercitabile nei confronti di Generali (che invece non ha a sua volta una call, come invece avviene nei contratti standard di questo genere).
Entro settembre 2011 dunque l'ingegnere può uscire dall'investimento, a condizioni economiche discrete, magari senza guadagnarci troppo ma senza rimetterci. Infatti la put è legata al prezzo più alto tra il valore della società a quella data (o ai soldi investiti fino a quel momento, più gli interessi). Dunque Ligresti per ora resta, si garantisce una via d'uscita a buone condizioni e soggetta solo alla sua scelta, e nel frattempo partecipa alla seconda parte del progetto, che dopo l'ok al finanziamento da 1,4 miliardi di euro dovrebbe entrare ancora più nella fase operativa. Il 23 giugno si terrà l'assemblea dei soci Citylife, che sancirà il nuovo assetto azionario (l'uscita di Lamaro) la nuova governance tra i soci e le condizioni di finaziamento da parte del consorzio bancario.
L'assetto di Citylife, forse il maggior progetto immobiliare a Milano, nell'ex area Fiera, vede infatti l'uscita di Lamaro senza nuovi esborsi da parte di Ligresti (che in un primo momento aveva dichiarato di non voler rinunciare al suo diritto di prelazione pro quota) ma nello stesso tempo l'ingegnere siciliano non viene certo messo all'angolo da quelli che sono orami i due principali azionisti dell'operazione, cioè Generali e Allianz. Ligresti infatti è riuscito ad ottenere una put esercitabile nei confronti di Generali (che invece non ha a sua volta una call, come invece avviene nei contratti standard di questo genere).
Entro settembre 2011 dunque l'ingegnere può uscire dall'investimento, a condizioni economiche discrete, magari senza guadagnarci troppo ma senza rimetterci. Infatti la put è legata al prezzo più alto tra il valore della società a quella data (o ai soldi investiti fino a quel momento, più gli interessi). Dunque Ligresti per ora resta, si garantisce una via d'uscita a buone condizioni e soggetta solo alla sua scelta, e nel frattempo partecipa alla seconda parte del progetto, che dopo l'ok al finanziamento da 1,4 miliardi di euro dovrebbe entrare ancora più nella fase operativa. Il 23 giugno si terrà l'assemblea dei soci Citylife, che sancirà il nuovo assetto azionario (l'uscita di Lamaro) la nuova governance tra i soci e le condizioni di finaziamento da parte del consorzio bancario.